Le indagini sulla corruzione del geometra dell’ufficio tecnico comunale di Castellammare di Stabia, Ranieri Esposito, proseguono spedite

di Valeria Gargiulo

«Conversazioni di autoevidenza probatoria», scrive il giudice. Intercettazioni che da sole inchioderebbero gli indagati, le confessioni inconsapevoli delle mazzette illecite al geometra dell’ufficio tecnico comunale di Castellammare di Stabia Ranieri Esposito. Come quella in cui tre indagati dicono tra loro: «Lo dobbiamo far venire a casa, fargli ammettere che si è preso 10mila euro, e registrarlo».

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Non ci sono dubbi per gli inquirenti di Money Box, l’inchiesta del gruppo Guardia di Finanza di Torre Annunziata sui “salvadanai” (così venivano chiamate le tangenti) consegnati al funzionario antiabusivismo Esposito, ai domiciliari con accuse di induzione indebita alla corruzione. Ce n’è una, lunga e ricca di dettagli, evidenziata nell’ordinanza firmata dal Gip di Torre Annunziata Emma Aufieri. È la trascrizione della conversazione tra il manager delle assicurazioni Vincenzo Iurillo, indagato a piede libero per corruzione indotta, e i due intermediari tra Iurillo e Ranieri, Guglielmo Albano e Carla Tregrossi, per i quali il giudice ha disposto gli arresti domiciliari. E’ avvenuta nell’ufficio di Iurillo il pomeriggio del 2 dicembre 2019, è stata ascoltata integralmente tramite il trojan installato su un cellulare intestato a “Bene Assicurazioni”, lo smartphone usato dall’imprenditore assicurativo.

E’ una chiacchierata lunga e concitata fra persone che si conoscono bene e che hanno tutti motivo di lamentarsi di Esposito. Albano e Tregrossi perché è un loro inquilino che non paga l’affitto. Iurillo perché ha subìto ispezioni dei vigili urbani che gli hanno contestato numerosi abusi nella villa vista mare e vorrebbe uscire dalla sgradevole sensazione di aver pagato Ranieri senza essere ancora sicuro che i soldi consegnati gli salveranno le costruzioni e gli eviteranno una condanna.

Questa almeno è la tesi della Procura di Torre Annunziata – pm Francesca Sorvillo, procuratore capo Nunzio Fragliasso – ed accolta dal Gip dopo la lettura di alcuni passaggi, nerettati, della chiacchierata tra Iurillo e i suoi sodali. In cui Iurillo appare agitato. Si lamenta di alcuni comportamenti di Esposito e dice: «L’amico nostro (Esposito, ndr)… qualche rotellina che ci gira bene non la tiene… dovessimo fare che dopo che abbiamo cacciato i soldi perché poi… con tutto il rispetto gli facciamo passare un guaio…».

L’oggetto della conversazione è la relazione tecnica di competenza di Esposito, da cui dipende la sorte urbanistica e processuale della villa di Iurillo.  Albano dice a Iurillo: «Quello ha detto “Guglielmo non ti preoccupare non l’ho fatta ancora insomma … non ti preoccupare io la faccio con calma ….”». Iurillo gli replica: «La prossima volta che lo vedi, quando sarà, tu glielo devi dire proprio. Senza dire …dici Ranieri tu sei una brava persona tutto quello che hai avuto hai avuto! Hai visto o no? Lo sai? Ce la menerei la botta a questo punto!».

Alla signora Tregrossi viene un’idea: registrare di nascosto Esposito per usare il nastro contro di lui.

Tregrossi: Aspetta facciamolo venire a casa

Albano: eh

Iurillo: brava

Tregrossi: io gli devo far ammettere che si è preso diecimila euro

lurillo: brava

Tregrossi: e lo devo registrare! Non solo perché è una cosa che ci può servire ma pure

per … lo lo so che Enzo lo sa che non ce li siamo presi noi. …

lurillo: no ma non esiste proprio Carla. Se avessi avuto il minimo dubbio ….

Un’intercettazione che dimostra quanto in questa vicenda sia labile il confine tra l’estorsione e la corruzione.

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