Il 2 marzo la tavola rotonda «La leadership al femminile» organizzata da Università Parthenope e Comitato pari opportunità dell’Odcec Napoli
Rispetto al passato, oggi molte più donne riescono a inserirsi nel mondo del lavoro e ad acquisire posti importanti. Un deciso miglioramento ma ancora non sufficiente a dichiarare finalmente raggiunto l’obiettivo della parità. Pur in presenza di notevoli competenze, le donne hanno più difficoltà a emergere e a imporre il proprio pensiero.
Su questo ed altri argomenti si parlerà il 2 marzo prossimo alla tavola rotonda «La leadership al femminile» organizzata dai dipartimenti di Giurisprudenza e di Studi Aziendali e Quantitativi dell’Università Parthenope e il Comitato Pari Opportunità dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Napoli, insieme alla Consulta regionale per la condizione della donna della Regione Campania e ManagerItalia. «Il focus sarà sulle donne che ricoprono i ruoli di responsabilità» ci spiega Filomena Buonocore, professore ordinario di Organizzazione aziendale dell’Università Parthenope che aggiunge: «Donne manager, imprenditrici o capi dipartimento, che nell’ambito dell’organizzazione ambientale seguono un percorso di carriera fino ad arrivare ad una posizione di vertice».
La tavola rotonda
Com’è nata l’idea dell’evento?
«Come Università – dice la professoressa – abbiamo aderito a un progetto finanziato dall’Unione Europea nell’ambito della linea Erasmus Capacity Building. Una rete che coinvolge più università di varie nazioni europee e che vede coinvolti gruppi di studentesse in qualche modo vivranno dei periodi di studio presso ciascun ateneo aderenti al progetto. Il 2 marzo saranno presenti anche un gruppo di studentesse tunisine che racconteranno la condizione delle donne leader nell’ambito del loro Paese di provenienza. Ci sarà poi la dottoressa Ilaria Ferretti che è la presidentessa della Consulta regionale e che rappresenterà il lavoro dell’organismo all’interno della Regione Campania per promuovere attività di analisi, di studio, di osservazione della condizione delle donne nel mercato del lavoro campano».
Un tema importante da sviluppare sotto diversi aspetti quindi…
«Nonostante il tema parità di genere sia ormai di ampia discussione, la gestione della leadership in se è un argomento ma anche una disciplina» afferma invece la dottoressa Antonella Laporta, presidente del Comitato pari opportunità dell’Odcec di Napoli. «Bisogna – continua – assolutamente dotarsi di tecniche e conoscenze per gestire la leadership in qualsiasi tipo di rapporto ma soprattutto in quelli lavorativi. Ancor più per quanto riguarda quella femminile perché il soffitto di cristallo non è ancora una realtà ben radicata».
La presenza nel mondo del lavoro
Troppe poche donne ai posti di comando, sia nel pubblico che nel privato?
«Questo è uno dei motivi per cui l’abbiamo voluto affrontare – dice Antonella Laporta – e lo facciamo tra l’altro in un contesto particolare perché è un evento che si svolge non solo in collaborazione con la Parthenope ma anche con delle università tunisine, dove sicuramente i livelli di parità di genere nel mondo del lavoro sono ancora più bassi. Il nostro desiderio quindi è anche di fornire strumenti di confronto a giovani studenti di paesi che da questo punto di vista non sono ancora ai nostri livelli, anche se noi come Italia siamo ancora abbastanza in dietro rispetto al resto dell’Europa».
Rispetto al passato, secondo la professoressa Buonocore, le «donne riescono a inserirsi più facilmente nel mondo del lavoro, quindi negli ultimi anni abbiamo raggiunto risultati importanti in termini di occupabilità, però sono ancora poche quelle che riescono a progredire nei percorsi di carriera aziendali e quelle poche che riescono a raggiungere posizioni di vertice incontrano non poche difficoltà perché sono giudicate attraverso degli sterotipi. Per esempio le donne leader vengono raccontate come donne aggressive e facilmente irritabili. È chiaro che questo è uno stereotipo che è molto diffuso e condiziona moltissimo come viene percepita e conseguentemente condiziona anche come ci si relaziona. In presenza di questi stereotipi devono dimostrare di più e dimostrare le competenze soft skills che consente loro di offrire un valore aggiunto rispetto agli uomini».
In aumento, ma non abbastanza
Dotteressa Laporta, eppure l’imprenditoria femminile è in crescita
«La presenza femminile nel mondo del lavoro è in netto aumento rispetto al passato, le donne sono pian piano sempre più presenti. Non quanto vorremmo ma sono in aumento. L’imprenditoria resta un campo molto fumoso e fluido perché c’è sempre il rischio che un’impresa che è rosa di facciata ci possa essere un assetto maschile. Andrebbe condotta un’analisi accurata per sincerarsi della situazione».
Nel mondo universitario professoressa Buonacore?
«Oggi il numero delle ricercatrici donne è molto alto ma sono pochissime le donne che arrivano a ricoprire posizioni di responsabilità. Per esempio alla Parthenope con il nuovo rettore da qualche mese le cose stanno cambiando perché abbiamo una percentuale molto alta rispetto alla media nazionale di colleghe che sono direttrici di dipartimento, abbiamo anche un consiglio di amministrazione dove ci sono cinque colleghe donne. Le donne quindi sono in netta maggioranza rispetto ai colleghi uomini».
La battaglia per la parità
Sotto il profilo delle pari opportunità dottoressa Laporta, su cosa bisognerebbe intervenire per avvicinarsi all’obiettivo?
«Si sta lavorando molto sulla cultura, sull’educazione alle pari opportunità perché finché continuiamo a insistere sul concetto di diversità vuol dire che non abbiamo fatto nostro il concetto di inclusione».
Dottoressa Laporta, ci parla del progetto che verrà presentato il 2 marzo?
«È il primo passo di un progetto un po’ più ampio che prevede il rafforzamento delle soft skills, delle abilità trasversali che spesso siamo abituati a considerare innate. In realtà sicuramente ci sono delle attitudini ma sono abilità che vanno coltivate al pari di tutte le abilità. Le soft skills, soprattutto in un mondo globalizzato come quello in cui viviamo attualmente, in cui si utilizzano sistemi digitali e sistemi di comunicazioni a distanza, in cui abbiamo sempre più la necessità di coordinare risorse umane e risorse fisiche, diventano competenze che arricchiscono molto il soggetto che si pone come interlocutore sul mercato, indipendentemente se sia uomo o donna».
«Ovviamente abbiamo un occhio di riguardo per il genere femminile ma il nostro obiettivo è sicuramente a 360 gradi: rafforzare le competenze trasversali, le capacità comunicative e le tecniche di gestione della leadership. Dopo questo primo passo seguirà un corso articolato su quattro incontri che stiamo strutturando e che presenteremo a breve»
















