«Napoli città di pace», dove prevale il «pil dell’emozione». Dove tutti sono liberi di esprimersi. Anzi no. Perché nella Napoli liberata possono parlare solo quelli con il vessillo «rosso», o per meglio dire arancione. L’ultimo episodio in serie è avvenuto in queste ore, quando dal palazzo del Consiglio comunale di Napoli è arrivato il «niet» al convegno «Mediterraneo dei Popoli: pace, cooperazione, rispetto dei diritti umani e delle identità», organizzato dal consigliere comunale di opposizione Andrea Santoro (Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale).

Il consigliere comunale Andrea Santoro (Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale)
Il consigliere comunale Andrea Santoro (Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale)

Cosa è accaduto esattamente lo spiega lo stesso consigliere. «Voglio denunciare la grave situazione determinatasi in queste ore con la revoca dell’autorizzazione all’uso della Sala Nugnes del Palazzo del Consiglio Comunale per un convegno sulla pace e la cooperazione. Ancora una volta – spiega Santoro – a Napoli vengono calpestati i diritti politici e le prerogative istituzionali. L’amministrazione de Magistris, condizionata dai centri sociali, ha deciso che il convegno da me promosso, insieme a Pietro Diodato e Dario Renzullo non si deve tenere in una sede comunale. Perché non è di loro gradimento un relatore, Lorenzo Fiato, da noi invitato a raccontare la sua esperienza in mare per stanare le complicità tra alcune Ong e gli scafisti che lucrano sulla disperazione dei migranti».

SANTORO: “AMMINISTRAZIONE DEMA
CONDIZIONATA DAI CENTRI SOCIALI”

Insomma, una maggioranza «senza Fiato», che battute a parte nega per l’ennesima volta il diritto di parola a chi la pensi diversamente dalle armate arancioni.

«Non possiamo accettare simili prevaricazioni – dice ancora Santoro – che ha deciso di «scrivere al ministro dell’Interno, al Prefetto ed al Questore. Affinché prendano provvedimenti a tutela della democrazia e della libertà di espressione». L’iniziativa di sabato si terrà lo stesso, fa sapere il consigliere, il che preannuncia l’ennesimo braccio di ferro istituzionale, tra chi parla, chi vorrebbe farlo e chi invece nega un diritto costituzionale.

La consigliera Eleonora de Majo e il sindaco Luigi de Magistris
La consigliera Eleonora de Majo e il sindaco Luigi de Magistris

Esultante su Facebook la consigliera di Insurgencia Eleonora de Majo: «Grazie alla segnalazione dei compagni e delle compagne dell’ex Opg – scrive in un post sul social network – e al lavoro di alcuni consiglieri comunali è stata revocata la concessione della Sala Nugnes per l’iniziativa «Resoconto di Defend Europe». La nave xenofoba che con scarso successo, qualche mese fa, ha provato a difendere i confini europei dall’arrivo dei migranti. È una buona notizia. I palazzi istituzionali non possono e non devono ospitare iniziative dai contenuti esplicitamente contrari ai valori della democrazia e della civile convivenza tra i popoli. È un bel segnale in un mondo che si sta lentamente abituando alla barbarie e al razzismo».

Un bel segnale per la de Majo e l’ennesimo calcio in faccia alla democrazia. L’episodio rientra nell’escalation di censure che il Comune scientificamente adotta contro i pensatori-contro. Lo ha fatto con Salvini, tanto da richiedere l’intervento del ministro Minniti e del Prefetto di Napoli. Stesso schema dell’iniziativa del bus no-gender, che ad ogni modo a Napoli ci è passato lo stesso.

Luigi de Magistris festeggia la sua rielezione a sindaco di Napoli con i rappresentanti dei centri sociali
Luigi de Magistris festeggia la sua rielezione a sindaco di Napoli con i rappresentanti dei centri sociali

Movimenti, centri sociali, chi si riunisce sotto una sigla e chi sotto l’altra, con un obiettivo comune: le mani sulla città.