venerdì, Maggio 20, 2022
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Le camicie «stupefacenti» del clan D’Alessandro

INFORMATIVA CERBERUS – Gli stratagemmi per importare la droga dall’America del Sud

Uno dei maggiori canali di approvvigionamento della droga è quello proveniente dal Sud America. Proprio per questo la tratta è costantemente controllata dalle forze dell’ordine che esaminano i carichi provenienti via mare e via aerea dalle quelle zone e spesso trovano grossi quantitativi di stupefacenti nascosti con modalità impensabili. I narcos internazionali ogni volta devono aguzzare l’ingegno per sfuggire a sequestri e arresti. Dall’informativa Cerberus sul clan D’Alessandro emerge un trucco per evitare i controlli.

Tutto viene alla luce, grazie alle intercettazioni delle forze dell’ordine, quando il ras Augusto Bellarosa prova a cedere 100 grammi di cocaina, come campione, al gestore di una piazza di spaccio. «Il primo tentativo – si legge nell’informativa – di cessione di 100 grammi di sostanza stupefacente» non va a buon fine perché il gestore, «ritenendo che la droga fosse già stata lavorata (tagliata) si è rifiutato di prendersela».

Ma Bellarosa, si apprende ancora, ha sfruttato le sue conoscenze per reperire la cocaina purissima nascosta nei colli delle camice ancora imbustate, direttamente dal Sud America, in particolare dal Brasile. «La sostanza stupefacente consegnata in polvere finissima, è stata estratta dai predetti indumenti direttamente dal Bellarosa, il quale spiega in prima persona in che modo ha effettuato quest’operazione». Alla fine, dopo l’intercessione di Michele D’Alessandro (cl. ‘92) l’affare va in porto.

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