«Siamo contenti di essere stati invitati a portare l’esperienza napoletana, di come abbiamo giuridicamente e istituzionalmente valorizzato le esperienze dal basso, con la democrazia partecipativa, con l’autogoverno, l’autogestione, gli usi civici, le proprietà collettive democratiche». Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, al convegno «Spazi sociali autogestiti: i modelli per una soluzione», che si è tenuto sabato pomeriggio al Leoncavallo di Milano, ha magnificato il governo della città e il suo rapporto coi «centri sociali», come anticipato nell’articolo di Stylo24 dei giorni scorsi. Ha però omesso qualche dettaglio che vale la pena ricordare.

I DETTAGLI DIMENTICATI DA DE MAGISTRIS
DURANTE L’INCONTRO AL LEONCAVALLO

Dice Giggino: «Sono beni abbandonati che si rigenerano grazie all’attivismo di quelli che è riduttivo chiamare centri sociali perché ormai sono movimenti sociali, sono eventi di popolo, collettività urbane che si mettono insieme e fanno un grande lavoro di riqualificazione».

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È vero? No: perché, ad esempio, l’ex Asilo Filangieri non era affatto «abbandonato» considerato che era stato individuato come sede per il Forum delle Culture 2013. Anzi, era stato appena ristrutturato dalla giunta Iervolino con un investimento di svariati milioni di euro.

L'ex Asilo Filangieri
L’ex Asilo Filangieri

«Le nostre delibere – ha ricordato il sindaco di Napoli – sono state tradotte anche in francese, spagnolo e tedesco. Siamo stati il primo Comune italiano a dare valore giuridico a questi spazi autogestiti. Non c’è solo una tolleranza del sindaco di Napoli che è contro gli sgomberi. Noi siamo l’unico Comune che non pratica queste forme di repressione».

Infatti, la procura della Repubblica e quella della Corte dei Conti hanno aperto due inchieste sull’Amministrazione comunale. Ma questo, deMa, ha dimenticato di dirlo al popolo del Leoncavallo.