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E’ stato notificato in carcere l’avviso per la prima udienza dibattimentale, fissata per il 21 maggio, dinanzi al tribunale di Napoli Nord, a Lazzaro Cioffi, 57enne carabiniere originario di Casagiove, detenuto per corruzione e spaccio di droga con l’aggravante del metodo mafioso. Secondo la Procura della Dda di Napoli, Cioffi avrebbe informato alcuni esponenti del clan Ciccarelli di indagini riservate. Inoltre il militare “infedele”, approfittando del suo ruolo in forza al nucleo investigativo dei carabinieri di Castello di Cisterna, avrebbe avvisato di alcune imminenti perquisizioni nei confronti del boss del Parco Verde di Caivano, Pasquale Fucito. Inquinando, quindi, a più riprese diverse indagini.

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Un’altra contestazione mossa a Cioffi e alla moglie, Emilia D’Albenzio, ritenuta legata da rapporti di parentela a soggetti della camorra locale, in concorso con Fucito, riguarda la compravendita di un ristorante a Casagiove sulla Nazionale Appia. Secondo l’accusa, infatti, l’acquisto sarebbe avvenuto a 60mila euro, per poi rivenderlo per 120mila euro a Fucito. Su Cioffi pesa anche il presunto coinvolgimento nell’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco-pescatore, con un’altra persona in via di identificazione.

La moglie di Cioffi ha scelto e ottenuto, insieme allo stesso Pasquale Fucito, di essere processata con rito abbreviato (formula che prevede lo sconto di un terzo della pena).

 

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