giovedì, Febbraio 2, 2023
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L’avvocato del Napoli zittisce tutti: Partire sarebbe stato un atto eversivo

Juventus-Napoli nel caos. Da una parte la Asl, che non ha fatto partire la squadra di Gattuso per Torino; dall’altra la Lega, che non ha rinviato la partita. “Se il Napoli avesse deciso di disattendere all’ordine, sarebbe stato un atto eversivo, di profondo spregio di una normativa nazionale che si pone a tutela non della disputa delle partite di calcio ma della salute di 60 milioni di persone. Inoltre, da questa scelta potevano derivare anche conseguenze penali, a carico del presidente De Laurentiis, del responsabile della prima squadra, dell’allenatore e dei giocatori”, spiega a Radio Capital l’avvocato del Napoli, Mattia Grassani, “Agnelli dice che avrebbe giocato? Avrebbe rappresentato una scelta pericolosa”. Fra Asl e Lega, chi decide? “Assolutamente la Asl, dice senza dubbi Grassani, “non lo dico io ma la circolare del ministro della Salute che attribuisce alle Asl territoriali la competenza esclusiva a gestire i casi di positivita’ al covid e le successive misure da adottare”. L’intervento dell’Asl in queste ore ha inoltre incassato l’ok del viceministro della Salute Sileri.

Al Napoli e’ stato impedito di andare a Torino, ma il Milan, che ha due positivi in rosa, ha comunque giocato a Crotone: perché? “Le Asl territoriali hanno casi diversi da valutare. La Asl di Milano”, chiarisce l’avvocato, “ha ritenuto che a Milano non ci fossero le condizioni per prescrivere un divieto, e la Asl di Napoli ha ritenuto che a Napoli ci fossero problemi seri che mettevano a rischio la salute delle persone qualora il Napoli avesse viaggiato”.

La decisione del giudice sportivo era attesa per oggi, ma è stata rinviata perché è stato chiesto un supplemento di indagini: per Grassani “il giudice sportivo è chiamato a rendere una pronuncia che riguarda tutte le altre persone con le quali il Napoli poteva entrare in contatto se avesse affrontato il viaggio, per cui quello che dico è: buonsenso, buonsenso, buonsenso. Il calcio non deve andare in scena a tutti i costi, ma ci sono organismi e provvedimenti sovraordinati a quelli del calcio che vanno rispettati e applicati”. Se la decisione del giudice sportivo dovesse essere contraria al Napoli, ci sarà ricorso? “E’ un’eventualità che non vogliamo nemmeno prendere in considerazione”, dice l’avvocato del club di De Laurentiis. “Se malauguratamente e sciaguratamente dovesse esserci un pronunciamento contrario, il Napoli non trascurerebbe alcun tipo di percorso e non lascerebbe intentata alcun tipo di iniziativa”.

Il protocollo va cambiato? “Adesso sta creando sicuramente disomogeneità. Così non può andare avanti”, dice Grassani, “bisogna introdurre regole ancora più certe e paletti inamovibili in modo tale che non ci possano essere equivoci o interpretazioni differenti da località a località”. E il patto De Luca-De Laurentiis di cui si è parlato? “Rifuggo da qualsiasi logica di accordo che possa strumentalizzare l’attività di organi della pubblica amministrazione per finalità sportive. In ballo c’è la salute e provvedimenti che hanno rilevanza pubblica, sono assolutamente certo che tutto quello che è stato deciso fra sabato e domenica sia frutto esclusivamente della serena e responsabile valutazione degli organi coinvolti”. 

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