A Bacoli l’appello della Chiesa di Pozzuoli: lavoro dignitoso, inclusione sociale e pace contro la logica della guerra
di Romualdo Scotto di Carlo
Lavoro e pace al Fusaro, l’appello del vescovo Villano
«Dobbiamo vergognarci dei miliardi di dollari spesi per uccidere altre persone. L’unico modo per risolvere i conflitti tra i popoli è il dialogo». Non ha usato mezzi termini Carlo Villano, vescovo di Pozzuoli e Ischia, nel chiudere a Bacoli, al Parco Borbonico del Fusaro, la manifestazione “Il lavoro e la pace”. È una denuncia forte, l’invito a rinnegare la violenza come strumento di risoluzione delle controversie internazionali. Lavoro e pace legati in un binomio inscindibile.
Il lavoro come pilastro della libertà e della pace
«Il lavoro deve rigenerare il mondo e non depredarlo -ha sostenuto Antonio Delle Donne, direttore dell’Ufficio Diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro, organizzatore del ciclo di incontri sulla Dottrina Sociale della Chiesa- garantire un futuro di pace alle prossime generazioni. La mancanza di lavoro è la minaccia più insidiosa per la pace. Auspichiamo un impegno comune affinché il lavoro torni ad essere lo strumento principale della libertà e il pilastro indistruttibile della pace».
La Chiesa di Pozzuoli dà voce a lavoratori e imprese
La Chiesa di Pozzuoli ha scelto di festeggiare il lavoro e la pace dando voce ai lavoratori, agli imprenditori ma anche a chi, attraverso il lavoro, cerca un’occasione di riscatto sociale.
La CISL richiama la Dottrina Sociale della Chiesa
«Non può esserci pace senza lavoro dignitoso» ha rivendicato Lorenzo Medici, della CISL, richiamandosi direttamente alla Dottrina Sociale della Chiesa. «Il lavoro è partecipazione alla costruzione del bene comune ed il sindacato ha una missione alta: ricucire le fratture tra economia e persona, tra sviluppo e giustizia, tra crescita e solidarietà».
La CGIL denuncia lavoro povero e controlli frammentati
«Un lavoro malpagato -ha denunciato Carlo Podda, della CGIL- non è mai condivisibile, può forse essere comprensibile in una situazione di crisi ma diventa intollerabile in presenza di una fortissima crescita, come per l’economia digitale, per il sistema delle telecomunicazioni, della produzione culturale. In questi casi -ha denunciato Podda- è inaccettabile esistano ampie sacche di lavoro malpagato». E, sul tema dei controlli e delle tutele, Podda ha lamentato la frammentazione delle competenze nei controlli sulla sicurezza sul lavoro «affidati a Inail, Ministero del Lavoro, Asl e talvolta persino Vigili del Fuoco: controlli frammentati e spesso tragicamente tardivi».
WiAutomation e il modello di impresa virtuosa
È però possibile fare impresa e creare lavoro in maniera virtuosa. «Impieghiamo settanta giovani, tra Bacoli e Monte di Procida -ha rivendicato Miriam Parascandola, della WiAutomation, leader nell’automazione industriale e navale- in un’azienda, nata dal sogno di tre giovani di Monte di Procida, un’azienda che mette al centro la persona, creando attraverso il welfare una comunità coesa».
Inclusione sociale e dignità attraverso il lavoro
E imprese virtuose sono anche quelle che puntano alla inclusione. È il caso della Gastronomia Sociale “Sfizzicariello”, il Consorzio Medina, l’Associazione “Si può dare di più”, presenti a testimoniare esperienze di promozione sociale e di vicinanza al disagio, altrettante dimostrazioni di come il lavoro possa essere strumento di promozione della dignità umana.
Bacoli ricorda Giovanni Marchionni, morto sul lavoro
Concetti ripresi con forza dal sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, che ha ricordato come «in poco più di un mese, tra 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno, celebriamo i valori racchiusi nel primo articolo della Costituzione e il Comune di Bacoli ha scelto di onorarli intitolando la sede del Forum dei Giovani a Giovanni Marchionni, giovane bacolese morto sul lavoro».
La fiaccola della memoria chiude la manifestazione
A concludere la manifestazione, l’esibizione del coro gospel “Be Choir” e la simbolica accensione di una fiaccola dinanzi ad un vagone ferroviario utilizzato per le deportazioni in Germania durante la Seconda guerra mondiale.

















