“Ho incontrato una delegazione di lavoratori della SELAV S.p.A., azienda che si occupa del servizio di lampade votive in ambito cimiteriale, persone che, nel corso degli anni, hanno acquisito altissimi livelli di professionalità e che oggi sono state messe in cassa integrazione e vedono il proprio posto di lavoro a rischio”.

A dichiararlo il consigliere regionale Gianluca Daniele, che prosegue: “Tutto ciò a causa di una gestione a dir poco approssimativa del committente, ovvero il Comune di Napoli che, senza garantire in alcun modo i lavoratori, ha passato la commessa ad altra azienda: la Citerum che non intende, secondo le regole delle clausole sociali, prendere insieme alla commessa anche i lavoratori, lasciando ben 48 persone, e relative famiglie, in balia dell’incertezza. Troppe volte, ormai, – continua il consigliere – abbiamo assistito a scenari simili e ad aziende che hanno ignorato di sana pianta le clausole sociali, che prevedrebbero di mantenere gli stessi lavoratori nel cambio di appalto. Non è quanto avvenuto nel passaggio di cantiere da Selav a Citerum, che pretende di scegliere 12 lavoratori su 48 ed assumere tutti gli altri ex novo, senza tra l’altro adottare alcun criterio ufficiale, non è accaduto con molti casi della Grande Distribuzione, non è accaduto con Almaviva. Troppi casi che profilano una vera e propria emergenza sociale e l’inutilità delle clausole sociali se non si lavora affinché tutti le rispettino. Nell’immediato, – conclude Daniele – sollecitato anche dalle Organizzazioni Sindacali oltre che dai lavoratori, mi attiverò con le istituzioni coinvolte, Comune e Regione, affinché si risolva la questione dei lavoratori SELAV e si ristabilisca il rispetto delle regole sul cambio di appalto e il rispetto delle clausole sociali”.