Montesanto, sequestrato cantiere edile di una società riconducibile al clan Polverino-Nuvoletta, relativo a un complesso immobiliare costituito da 12 mini appartamenti.

L’impresa che si stava occupando della ristrutturazione di uno stabile a Montesanto era intestata a un prestanome, ma riconducibile a due elementi della cosca attiva a Marano: e non si tratta dell’unico caso.

Sono tre le persone arrestate (2 in carcere e una ai domiciliari) nell’ambito di una operazione condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli e dalla DDA, che ha portato al sequestro di un cantiere edile relativo a un complesso immobiliare su due livelli, esteso su una superfice di 800 mq, costituito da 12 mini appartamenti, in assenza di autorizzazione sismica e in difformità al progetto presentato, per un valore di circa 3 milioni di euro, nel quartiere cittadino di Montesanto.

I lavori erano stati affidati a una società, la “Planet Costruzione s.r.l.s.”, con sede a Qualiano (Napoli), in via Santa Maria a Cubito, intestata, solo in maniera fittizia, a Vincenzo Pelella, 63 anni, ritenuto dagli investigatori un prestanome del clan Polverino-Nuvoletta. Per lui sono stati disposti gli arresti domiciliari. L’impresa sarebbe altresì riconducibile ai cognati omonimi Carlo Simeoli, di 51 e 56 anni, finiti in carcere, considerati espressione imprenditoriale della cosca operante a Marano di Napoli.

ad

I due sono già finiti sotto indagine per “intestazione fittizia di beni riconducibili alla camorra”: entrambi risultano infatti già destinatari, insieme con il marito di una dipendente della Planet, di un decreto di sequestro di beni. Per i Semioli, come per Pelella, l’accusa è di trasferimento fraudolento di beni aggravato dal metodo mafioso.

La “Planet Costruzione” tra il 2018 e il 2019 aveva avuto commesse per circa 400mila euro per lavori in vari quartieri cittadini. La società è stata sottoposta a sequestro preventivo, con l’intero assetto patrimoniale, per un valore complessivo di oltre 100mila euro.

Riproduzione Riservata