giovedì, Gennaio 20, 2022
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Se anche l’Autorità portuale usa il linguaggio della politica

È una strana forma di comunicazione istituzionale quella che adotta il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale, Pietro Spirito. Lo dimostra l’ultimo annuncio dell’avvio dei lavori per il waterfront e per la costruzione del nuovo Beverello. Come riportato da Stylo24, i fondi promessi dal Governo non ci sono più. I 20,5 milioni sono stati congelati dalla sentenza della Corte Costituzionale dell’aprile scorso; eppure, il presidente dell’AdSp napoletana ha comunque promesso l’apertura del cantiere, senza fare cenno alla revoca del finanzimento del ministero dei Trasporti. Salvo poi spiegare, al Corriere del Mezzogiorno che gliene rendeva conto, di aver trovato non meglio specificate risorse.

Il presidente Pietro Spirito, il ministro Graziano Delrio e il comandante Arturo Faraone

A febbraio, ci fu una affollata conferenza stampa col ministro Delrio per illustrare il nuovo waterfront e il giorno dopo seguirono le interviste con cui Spirito illustrava le fonti di finanziamento, quelle stesse che oggi sono state bloccate. Perché Spirito non ha mantenuto un profilo di trasparenza comunicativa illustrando – sua sponte – il fermo dei 20 milioni prima che il nostro giornale lo rivelasse? Perché la politica dell’annuncio ha la preponderanza su quella della chiarezza? Non sarebbe più utile (e anche efficace nella prospettiva di evitare accuse di ritardi e immobilismo) dire anche quello che non va, oltre a promettere ciò che non è?

Lo stesso è accaduto con la questione dei dragaggi. Sempre alla presenza di Delrio, mesi fa, vengono illustrate le opere per lo sbancamento del fondo del porto di Napoli. Opere che, poi, si scopre essere state bloccate per mesi per l’intervento dell’Arpac e riprese solo da poco. Ebbene, Spirito accusa l’Agenzia regionale per la protezione ambientale (e, quindi, per proprietà transitiva la Regione Campania di Vincenzo De Luca) di aver collaborato poco e male al progetto, addirittura provocandone il rallentamento e lo stop. E contestualmente annuncia che il dragaggio riprenderà; due notizie in un solo comunicato stampa. Solo che, per conoscere quel che non va, abbiamo dovuto attendere che la situazione si sbloccasse. Altrimenti, saremmo rimasti con la convinzione del perfetto funzionamento del programma dei lavori.
Insomma, l’Autorità portuale ha una comunicazione intermittente che assomiglia troppo al linguaggio della politica. Il primo datore di lavoro della Campania e tra le aziende più grandi del Mezzogiorno, non può andare avanti per spot.

sdm

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