Il Comune invia i documenti alla Figc e rilancia il restyling di Fuorigrotta: sfida aperta con De Laurentiis sul futuro dello stadio
Manfredi rilancia i lavori al Maradona
I lavori al Maradona restano sul tavolo del Comune anche senza la vetrina di Euro 2032. È questo il messaggio politico e amministrativo che Gaetano Manfredi ha voluto consegnare alla città dopo l’esclusione di Napoli dalla corsa per ospitare le gare del torneo. Il sindaco, infatti, non arretra e ribadisce una linea già espressa, ma stavolta con toni più netti: «Andremo avanti sul recupero del Maradona indipendentemente da Euro 2032».
La frase arriva mentre resta aperto il nodo decisivo con la Ssc Napoli e con Aurelio De Laurentiis. Da un lato c’è il progetto di riqualificazione dell’impianto di Fuorigrotta. Dall’altro, invece, la volontà del club di costruire uno stadio nuovo di proprietà. Per questo Napoli, oggi, si trova in una fase di passaggio delicata: la Figc chiede una proposta chiara e unitaria, mentre Comune e società continuano a muoversi su binari diversi.
Documenti inviati alla Figc in zona Cesarini
La giornata di ieri è stata comunque cruciale sul piano procedurale. Palazzo San Giacomo doveva trasmettere altra documentazione alla Figc sul progetto di restyling dello stadio, e il passaggio è stato completato entro il termine utile. Intanto, la conferma è arrivata dall’assessore Edoardo Cosenza con un messaggio inviato alle 19.01, proprio a ridosso della scadenza per la Pec.
Si tratta di un supplemento di atti richiesto dopo il vertice in videoconferenza del 6 febbraio con la Figc, che funge da raccordo con la Uefa per la selezione delle città candidate a ospitare le partite di Euro 2032. Quindi, il Comune prova a recuperare terreno sul piano formale, mentre sullo sfondo resta la competizione con altre città già più avanti sul fronte stadi.
Cosenza rivendica la solidità del materiale inviato: «Abbiamo inviato un documento di 40 pagine che descrive tutto quanto richiesto dall’Uefa, punto per punto, con moltissimi allegati». Inoltre, lo stesso assessore sottolinea che nella documentazione ci sono già elementi riconducibili al Pfte, il Piano di fattibilità tecnica ed economica.
Il passaggio chiave di luglio e i 200 milioni attesi
La vera scadenza, però, è quella di luglio. Entro quel momento il Comune dovrà presentare il progetto esecutivo con le fonti di finanziamento del recupero del Maradona. Per questo i prossimi cinque mesi diventano decisivi: non bastano annunci politici, serviranno coperture economiche e una cornice tecnica credibile.
Sul fronte risorse, l’ipotesi indicata è quella di un finanziamento regionale intorno ai 200 milioni di euro. È una cifra pesante, che mostra la dimensione del piano e che riapre anche il confronto sulle priorità infrastrutturali della Campania. Intanto, il riferimento all’Arechi di Salerno, già sostenuto in passato con fondi regionali, pesa nel dibattito pubblico e alimenta il tema dell’equilibrio tra territori.
Tuttavia, il punto non è solo economico. Se il progetto arriva a luglio senza una sintesi con il Napoli calcio, la partita con la Figc rischia di restare monca. Serve una sola proposta, condivisa, e proprio qui il braccio di ferro tra istituzione e club continua a frenare ogni accelerazione.
Il nodo De Laurentiis e lo stadio nuovo del Napoli
Mentre il Comune insiste sulla riqualificazione di Fuorigrotta, De Laurentiis continua a far filtrare una visione diversa. La Ssc Napoli guarda a uno stadio di proprietà, moderno e pensato per aumentare ricavi e competitività. In questa impostazione, infatti, il tema non è solo sportivo, ma industriale.
Il club ragiona su incassi da botteghino, spazi commerciali, servizi hospitality e valorizzazione complessiva dell’impianto. Per questo, secondo questa linea, investire ingenti somme pubbliche in una struttura datata non risolverebbe il gap con le grandi piazze europee. Il punto è chiaro: per competere stabilmente ad alti livelli, il Napoli vuole un asset più redditizio e più flessibile.
Manfredi, però, mantiene un’impostazione istituzionale e non chiude la porta: «Se ci sono altre proposte noi le aspettiamo e non le ostacoleremo se sono praticabili». È una formula politica che prova a tenere aperto il confronto, mentre difende il percorso già avviato sullo stadio cittadino.
Come cambia Fuorigrotta nel progetto di restyling
Il progetto illustrato da Cosenza disegna un Maradona profondamente trasformato. L’obiettivo è migliorare comfort, visibilità e standard complessivi, anche in funzione di eventi diversi dal calcio. Per questo il restyling non viene presentato solo come risposta agli Europei, ma come intervento urbano e sportivo di lungo periodo.
L’assessore entra anche nel merito tecnico e indica una delle mosse simbolicamente più forti: il recupero del terzo anello. «Rimettere in sesto il terzo anello, diventerà meglio del primo anello, dove non c’è visibilità, è fuori dai parametri Uefa». Inoltre, il piano punta a ridisegnare il rapporto tra spalti e campo.
Cosenza usa un paragone ambizioso: «Il nuovo Maradona sarà come il Parco dei Principi a Parigi e si vedrà la partita a 6 metri dal terreno di gioco». Intanto, con il recupero del terzo anello tra curve e distinti, il Comune stima 10mila posti in più nei settori popolari, un dato che parla direttamente alla tifoseria.
Lavori al Maradona e partita politica nei prossimi 150 giorni
Nei prossimi 150 giorni si giocherà quindi una doppia sfida: tecnica e politica. Da una parte c’è l’iter amministrativo con Figc e Uefa. Dall’altra c’è il confronto, ancora irrisolto, tra la linea del Comune e quella della società azzurra. Per questo ogni dichiarazione pesa e ogni documento inviato diventa un segnale.
Manfredi insiste sul valore pubblico dell’impianto: «La riqualificazione del Maradona è un obiettivo importante: è lo stadio della città e tutti ci chiedono che sia riqualificato e che sia reso più confortevole anche per altri eventi». Intanto, il progetto prevede anche l’eliminazione della pista di atletica, il recupero o la sostituzione della copertura del 1990 e la conferma della tribuna con skybox, se arriverà un accordo con il patron.
La partita resta aperta. Tuttavia, la linea del Comune è ormai fissata: Napoli prova a rimettere in moto Fuorigrotta subito, anche senza aspettare l’Europeo, mentre il club continua a spingere verso uno scenario completamente diverso.

















