Il padrino di Scampia è al vertice della cosca Amato-Pagano
Il boss degli Scissionisti, Cesare Pagano

LA STORIA DELLA CAMORRA – Il racconto del pentito ex Scissionista: «L’appuntamento davanti all’ospedale di Giugliano»

Per andare a trovare il boss degli Amato-Pagano latitante l’autista si muoveva con una vecchia Panda verde. La circostanza emerge dai verbali del collaboratore di giustizia Giovanni Illiano, ex affiliato agli Scissionisti di Scampia. Nel corso di un interrogatorio ai pm antimafia, poi finito agli atti degli ultimi processi alla camorra dell’area nord, l’ex soldato di camorra spiega uno strano incontro di cui fu testimone e protagonista.

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«Antonino D’Andò (altro affiliato, ndr) è morto ma non so dove si trovi il cadavere», risponde Illiano alla domanda del pubblico ministero. E aggiunge: «Dopo che io avevo commesso l’omicidio di Feldi mi dovevo incontrare con D’Andò e con Raffaele Teatro perché era stato commissionato a me ed a Mirko Romano un altro omicidio, anche se non sapevo chi era la vittima, dallo stesso D’Andò che ci disse che avremmo dovuto parlare con Teatro nel lotto G».

Prosegue Illiano: «Noi stavamo appoggiati in una casa a Casoria […] dopo tre o quattro giorni scesi al lotto G e mi recai da Salvatore Barbato, a casa della madre, che era un nostro appoggio. C’erano un sacco di affiliati, tra cui Teatro che mi prese in disparte e mi disse: “Non si trova più Tonino ‘o russ” intendendo D’Andò […] dopo dieci o quindici giorni venne Teatro e mi disse: “Domani vieni con me ma non lo devi dire a nessuno”».

La paura di una imboscata

A questo punto, Illiano si preoccupa e chiama un altro esponente della cosca, Sabatino Palumbo, raccontandogli «la circostanza» e «consigliandolo di spostarsi se mi fosse accaduto qualcosa».

Prosegue il racconto: «Con Teatro avevamo appuntamento alle 18:30 davanti alla discoteca Gioia di Sant’Antimo. quindi Teatro mi venne a prendere con la macchina, nel senso che Teatro guidava una Toyota Yaris del tipo vecchio, grigia, ed io dietro con una Toyota Yaris grigia tipo nuovo. Andammo ad Aversa, sostammo davanti ad un bar e mi misi in macchina di Teatro, posando la mia. Teatro disse: “Hai capito dove dobbiamo andare?” ed io: “No”; e lui: “Andiamo a trovare Carminiello” intendendo Carmine Amato la vecchierella che, in quel momento, era il capo assoluto del clan essendo latitante».

L’appuntamento davanti all’ospedale

«Teatro va fuori l’ospedale di Giugliano e sostammo lì davanti in attesa di Giovanni, il cognato di zio Eliuccio, intendendo Elio Amato». Dopo un po’ i due, Illiano e Teatro, lo vedono arrivare.

«Giovanni venne con una vecchia Panda verde, ci preleva tutti e due e ci porta in giro per disorientaci e per seminare le guardie. Dopo un sacco di giri ci porta in una casa credo dal lato di Quarto o Pozzuoli, o Monteruscello, una villetta; in questa casa c’erano un certo Lelluccio, Marittiello ed un altro. Lelluccio e Marittiello presero me e teatro e ci condussero da Amato ‘a vecchierella, ai Camaldoli dove poi a’ vecchierella venne arrestato».

In quell’appartamento – aggiunge il collaboratore di giustizia – c’erano Carmine Amato ‘ a vecchiarella, Daniele D’Agnese, ed uno che controllava le telecamere».

1. continua

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