Le storie dei ragazzi che non hanno potuto iniziare il tirocinio.

di Fabrizio Geremicca.

Idonei al concorsone della Regione Campania, perché hanno ottenuto il punteggio di ventuno su trenta, ma esclusi dai 2175 tirocini che sono appena partiti presso 158 enti locali, cinquecento ragazze e ragazzi contano i giorni che li separano dal 29 settembre. Allo scoccare di quella data la graduatoria non avrà più valore, scadrà. Perderanno ogni possibilità di essere ripescati. Chiedono soluzioni e stamane hanno manifestato con una delegazione di 70 persone davanti alla sede del consiglio regionale, al Centro Direzionale.

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Alcuni hanno incontrato la consigliera Flora Beneduce, che ha promesso di sposare la loro battaglia, come probabilmente faranno altri rappresentanti politici nel clima preelettorale di queste settimane. “Abbiamo partecipato – dice Carmine Conelli, che ha 32 anni, una laurea ed un dottorato all’università l’Orientale – alle preselezioni ed alle selezioni che si sono svolte attraverso test a risposta multipla. Siamo stati tutti considerati idonei, ma privi del punteggio necessario per accedere ai tirocini, quelli che durano dieci mesi e sono retribuiti con 1000 euro al mese. Ci sarebbe spazio per ripescarci qualora qualcuno dei vincitori rinunciasse o se dovessero aprirsi nuove opportunità negli enti locali in futuro. Il problema, però, è che a fine settembre noi ci ritroveremo con un pugno di mosche in mano, perché la nostra graduatoria diventerà carta straccia. Nel frattempo la Regione si appresta a varare un nuovo concorso per cinquemila posti. Ebbene, se c’è spazio per altre assunzioni sarebbe giusto che si attingesse innanzitutto a noi”.

Non è facile la quotidianità di chi cerca un lavoro che gli garantisca un reddito dignitoso ed è ormai adulto. “La precarietà – racconta Daniele De Vincenzo, 32 anni, laurea in Scienze dell’amministrazione presso il Dipartimento di Scienze politiche dell’ateneo federiciano – pregiudica anche i rapporti affettivi. Vivo ancora a casa con i miei, non posso progettare alcunché, immaginare un futuro con una ragazza. Due anni fa credevo che la mia vita fosse ad una svolta, perché ero stato assunto alle Poste. Facevo il portalettere, giravo in motorino e guadagnavo 1400 euro ogni trenta giorni. Mi bastava, ero contento. Purtroppo era un contratto a tempo determinato, ormai funziona così. E’ durata sei mesi, poi non mi hanno rinnovato l’incarico. Hanno assunto un altro povero cristo da spremere come un limone per un altro semestre”.

Negli ultimi 24 mesi De Vincenzo è passato da un lavoro all’altro, sempre a nero. “Questa estate – racconta – sarei dovuto andare a Piombino. Avevo trovato una occasione in uno stabilimento balneare. Anche lì senza contratto, per la verità. Poi purtroppo è saltato ed ora sono disoccupato. Il concorsone della Regione era una occasione e per sfruttarla al meglio ho trascorso mesi e mesi sui libri, un anno fa. Ora sta per svanire anche questa opportunità. Certo, c’è un altro concorso regionale in arrivo, ma sfido chiunque a rimettersi sui libri nella stanzetta di casa dei genitori per ricominciare da capo. Non sarà facile. Per questo sono qui a chiedere una soluzione per noi idonei”.