Filippo Capaldo

Il debito di 200mila euro con l’imprenditore Adolfo Greco

di Giancarlo Tommasone

I fratelli Nicola e Filippo Capaldo, nipoti del boss Michele Zagaria, temono di essere «raggirati» dai titolari di una ditta che si occupa di effettuare il trasporto del latte, e per questo motivo, si informano dei prezzi presso l’imprenditore stabiese Adolfo Greco. L’occasione per fare luce sulla vicenda è data da una visita che Nicola Capaldo effettua presso gli uffici della Cil, il 31 gennaio del 2014. «Non avendo ancora risolto la vicenda del debito maturato nei confronti di Greco (200mila euro) – è scritto nell’ordinanza a firma del gip Leda Rossetti -, Nicola Capaldo si recava in azienda dall’imprenditore stabiese per trovare una soluzione al fine di non destare sospetti sull’operazione condotta, soffermandosi anche sulla problematica del trasporto del latte».

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faceva da «staffetta» tra i Capaldo e Greco

Trasporto, effettuato per pochi mesi, con una ditta di Casoria, che per il servizio avrebbe richiesto un costo eccessivo, la cifra di 18.300 euro. «Tanto che – sottolineano i magistrati, commentando le intercettazioni – lo stesso Filippo Capaldo aveva suggerito al fratello Nicola, di farsi dare chiarimenti da Greco, data la sua esperienza, sottolineando che nel caso in cui la ditta (in questione) li avesse presi in giro, Filippo stesso si sarebbe recato dai titolari per chiudere la faccenda».

In effetti, ci si accorge subito, che
il prezzo praticato ai fratelli
Capaldo è stato eccessivo

Il trasporto, facendo un po’ di conti, è stato portato a termine, con la corresponsione di 200 euro a viaggio. «E dico che mi hanno imbrogliato» dice Nicola Capaldo a Greco. E quest’ultimo conviene con lui: «Ma non esiste… bravo, è naturale… ma che stiamo scherzando?». «Duecento euro a viaggio, e mi ha detto: è quella la tariffa. E io: è quella la tariffa quando deve pagare Parmalat… mo ti devo pagare io… e tu (si riferisce al titolare della ditta di trasporto) saresti quello che mi ha fatto un piacere?», si domanda retoricamente Capaldo. Che arriva a concludere: «Tieniti i 18mila euro e stiamo a posto. Non ti preoccupare. Non sono quelli che mi devono cambiare la vita…».