Aveva scelto l’ospedale «Moscati» di Avellino per farsi medicare una costola incrinata in seguito ad un tamponamento stradale. Ma la sua auto di grossa cilindrata ha destato l’attenzione degli agenti della Sezione Volanti della Questura del capoluogo irpino. Che dopo aver identificato le altre persone che attendevano a bordo, tutte con precedenti penali, lo hanno rintracciato e arrestato.

LE VOLANTI INSOSPETTITE
DAL RUMORE DELL’AUTO
HANNO INTERCETTATO
E ARRESTATO ANTONIO LAGO

Si tratta di Antonio Lago, 40 anni, figlio di Giorgio e nipote di Pietro Lago, il primo in carcere e il secondo morto, considerati i boss dell’omonimo clan operante a Pianura, sul cui capo pendeva una condanna a 6 anni e 8 mesi di reclusione per rapina ed estorsione aggravata dal metodo mafioso.

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Il boss Pietro Lago al momento del suo arresto
Il boss Pietro Lago al momento del suo arresto

Il provvedimento della Procura generale della Corte d’Appello di Napoli era diventato esecutivo nella giornata di ieri. Antonio Lago, dopo l’arresto dei suoi familiari, aveva preso le redini del clan camorristico operante nell’hinterland napoletano soprattutto nel settore delle estorsioni, dei «cavalli di ritorno» e dei furti in appartamento. Lago è stato trasferito nel carcere avellinese di Bellizzi dove sconterà la pena.