Il consigliere comunale e coordinatore cittadino azzurro, Stanislao Lanzotti

Il capogruppo azzurro in Consiglio comunale a Napoli e l’incomprensibile scelta di fare la stampella al sindaco

di Giancarlo Tommasone

Il consigliere di Forza Italia, Stanislao Lanzotti, da un po’ di tempo ha problemi di daltonismo e sembra non distinguere più l’azzurro. Lo confonde con l’arancione. A questo proposito ieri ha partecipato a una riunione convocata dal sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. Vogliamo dire a Lanzotti, tra l’altro capogruppo di FI in Consiglio comunale, che non esiste alcun tipo di motivo politico che sia condivisibile, per dare una mano al primo cittadino, adesso che non ha più una maggioranza. Innanzitutto, perché, se valesse il ragionamento di Lanzotti (quello di agire per il bene della città di Napoli), qualsiasi atto dell’Amministrazione dovrebbe essere votato sia dalla maggioranza che dall’opposizione. E a questo punto, ci chiediamo: come mai, ad esempio, nel 2018, non votò il bilancio, e adesso si sta adoperando per farlo? Va pure sottolineato che la scelta intrapresa da Lanzotti, quella di fare da stampella a de Magistris per impedirgli la caduta, è completamente contro natura per il partito di cui è esponente. Primo perché Forza Italia è storicamente all’opposizione in Comune. Secondo perché il sindaco ha più volte attaccato Silvio Berlusconi – leader dei forzisti – sia sul piano personale che su quello giudiziario. Tra le ultime, la dichiarazione resa durante la trasmissione Non è l’area del 31 maggio scorso: «(Berlusconi) aveva posizioni molto pesanti sulla magistratura, e questo compattava la magistratura ed anche una parte politica avversa a Berlusconi». Sottoscrivendo questa sorta di «alleanza» con de Magistris, Lanzotti denota di non avere alcuna visione politica, né memoria storica. Il nonsense della scelta del capogruppo azzurro a favore del sindaco di Napoli, è dimostrato infine anche dal fatto che proprio ieri il Pd, in Città Metropolitana, è uscito da questa sorta di patto consociativo.
PS: un consiglio a Lanzotti. Prima di affrontare, coi post su Facebook, il tema dei fondi di recupero, si informi relativamente al modo corretto di scrivere recovery fund (scrive male, sbagliando, recuvery found). La lingua è alla base della comunicazione.

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