martedì, Settembre 27, 2022
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L’ammanco di 200mila euro e l’ira del boss: «La pagherete»

Domenico Verde racconta l’acquisto di una partita di hashish e le controversie nel clan

Poteva costare molto caro a Domenico Verde, ex esponente di spicco del clan Polverino e oggi collaboratore di giustizia, un ammanco da 200mila euro sui soldi «stanziati» dall’organizzazione criminale di Marano di Napoli per un carico di hashish. Lo si apprende dall’ordinanza emessa a maggio 2013. La vicenda è raccontata dallo stesso collaboratore in un verbale d’interrogatorio riportato nell’atto.

Un giorno «arrivarono in Spagna P. D. e M. D. – dice Verde – che raggiunsero Fabio Allegro; questi, su incarico di Polverino Giuseppe, organizzarono un carico di hashish per un controvalore di un milione e cinquecentomila euro». Ma nel clan sorse una controversia: «Pretendevano da me – continua Verde – tutta la somma (1.500.000 euro) che, poiché V. aveva già prelevato 200mila euro, non era disponibile». I tre, pertanto, «dovettero “accontentarsi” di soli un milione e trecentomila euro con cui realizzarono la spedizione di hashish in Italia» spiega il pentito.

Saputo ciò che era successo Giuseppe Polverino non la prese benissimo: «cominciò ad inviare messaggi minacciosi a R. V. e, attraverso di lui, anche a me. Il contenuto dei messaggi telefonici, era che ce l’avrebbe fatta pagare per aver assunto una decisione (consegna di 200mila euro al marocchino dal V.) senza aver avuto il suo preventivo assenso» raccontò Verde. «La spedizione di hashish ebbe esito positivo, tanto che acquisirono il ricavato e lo divisero tra loro: mi tennero fuori non dandomi la mia parte e mi mandarono a dire che questa era rappresentata dai 200mila euro che io e V. R. avevamo dato al marocchino. Questa decisione era ingiusta perché V. aveva agito da solo» il pentito concluse nel suo racconto.

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