La pellicola di Sergio Martino, con protagonista Lino Banfi, esaltata sulle pagine del quotidiano britannico.

Omaggio del Guardian, prestigioso quotidiano britannico, al film “L’allenatore nel pallone” e al suo personaggio principale, Oronzo Canà, diventato, a distanza di 26 anni come il vero e proprio alter-ego del suo interprete, Lino Banfi. La pellicola di Sergio Martino finisce, infatti, in un articolo che apre la sezione sport del giornale, a firma di Nicky Baldini. E con lei, anche il famoso 5-5-5, la bi-zona, il tutto sottolineando come molto probabilmente il film abbia ispirato l’omologo film britannico ‘Mike Bassett: England Manager’ del 2001, in cui il protagonista arriva a guidare la nazionale inglese.

Il giudizio sul film è positivo e nell’articolo si sottolinea come “nel suo modo goffo”, cerchi “di inviare anche messaggio positivo sul razzismo. Il personaggio di Aristoteles viene ostracizzato dai suoi nuovi compagni di squadra, che rifiutano di condividere una stanza d’albergo, ma Canà lo tratta teneramente e non batte ciglio quando il giocatore inizia una relazione con sua figlia”.

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“Nonostante tutti i suoi difetti (e ci sono pezzi di cui avrei fatto a meno) – sottolinea la Bandini – non posso negare di essere rimasta incantata quando l’ho rivisto. Era un film del suo tempo, ma in un certo senso era anche avanti, nel portare i calciatori dentro la sfera dello spettacolo, in un modo che raramente si era visto prima”.

Entusiasta Lino Banfi, che, intervistato dal Corriere della Sera, ha riferito: “Mi sta chiamando il mondo intero, pure un amico di New York. Per me è stato come ricevere un premio, mi sento di ringraziare di tutto cuore Nicky Bandini, la giornalista che l’ha scritto, ma non so l’inglese”, dice tra il serio e il faceto al Corriere. L’attore ha anche raccontato come l’idea sia nata su un aereo da un discorso con Nils Liedholm. “Una domenica sera su un Roma-Milano siedevo di fianco al grande Liedholm. Lui sapeva che io ero un romanista sfegatato e parlavamo spesso di calcio. E mi disse: ‘Hai mai pensato di fare un film su un allenatore di calcio?’. Io risposi ‘No, sono pure grasso, come faccio?’. E Liedholm mi spiegò che dovevo farlo proprio perché somigliavo a un vero allenatore molto buffo, Oronzo Pugliese. Uno che sotto l’impermeabile aveva una gallina e se la sua squadra segnava la lasciava libera”.

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