Uno specchio d’acqua impraticabile.

di Francesca Piccolo.

Dopo le piogge e le allerta meteo di questi ultimi mesi, la bellezza dei territori campani risplende di luce invitando cittadini e turisti a trascorrere tempo all’aria aperta e visitando l’immenso patrimonio archeologico e naturalistico. Nelle località flegree in cui sono maggiormente concentrate le ragioni del mito, grazie al manifestarsi di fenomeni naturali, vi è tra gli altri siti, l’ingresso dell’Ade nella mitologia greco-romana ossia le rive del Lago d’Averno situato a sud del comune di Pozzuoli, meta di famiglie e turisti ma anche sportivi. Purtroppo la fotografia di oggi è quella del Lago d’Averno impraticabile per l’acqua che è salita ben oltre le sponde tale da rendere impossibile la passeggiata per l’intero perimetro.

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Il lago è un cratere flegreo esteso per 151 ettari, con un dislivello altimetrico che va da 1 a 99 metri sul livello del mare e una profondità di circa 50 h. “L’Averno conserva a dispetto di tutto una sua capacità di resilienza pure se non è mai stata fatta una bonifica radicale – ci precisano alcuni soci dell’Associazione “Salvaguardia e sviluppo Lago d’Averno” nata per tutelare con le proprie forze di braccia e risorse il luogo dove sono nati cresciuti ed abitano, non è mai stato previsto – ci precisano – un servizio di manutenzione ordinaria o straordinaria specie dopo le piogge consuete dell’inverno e dopo fenomeni particolari come quelli degli ultimi mesi per cui il lago è esondato in tanti punti”. Sono infatti evidenti lunghi tratti invasi dall’acque e ostruiti da detriti naturali ma anche da rifiuti che purtroppo continuano ad ostruire il normale deflusso delle acque.

Dal punto di vista paesaggistico, il lago continua a presentare evidenti forme di degrado dovute ad un uso irrazionale e incompatibile con la sua natura. Una strada asfaltata corre lungo la riva meridionale e le sponde ospitano alcune costruzioni e in altri tratti addirittura sversatoi abusivi di rifiuti. Lo specchio d’acqua ha inoltre subito in più occasioni il versamento di liquami fognari che hanno fortemente intaccato le sue capacità autorigeneranti – ci confermano dall’Associazione Salvaguardia del Lago (costituita anche da abitanti dediti all’agricoltura come i loro nonni sulle pendici che si affacciano sul lago).

In queste settimane è ricomparsa sulle sponde anche una schiuma bianca spumosa come quella che si forma in presenza di sostanze come saponi e agenti chimici per uso domestico, ma “la natura della schiuma – ci dicono i pochi abitanti del lago – non desterebbe le maggiori preoccupazioni poiché l’Arpac viene a fare controlli sull’acqua, quanto invece ne desta la pericolosità delle sponde completamente sommerse dall’acqua e dal fango e in larghi punti non sicure per la presenza di detriti e spazzatura che è salita a galla”. Ancora, ci riferiscono che “nella prima curva del lago d’Averno – dove svetta lo splendido tempio di Apollo – gli stessi cittadini e frequentatori sportivi del lago hanno di propria iniziativa cosparso di segatura i tratti allagati per poter camminare senza scivolare in acqua” .

Ciononostante, questo luogo conserva tutta la sua carica di bellezza confermandosi magico. La sua ostinata accoglienza quale ritrovo prediletto da specie di volatili rare e stazione migratoria per altri, viene messa a dura prova proprio dalla mancata cura dell’uomo. Nel tempo, associazioni e politici, consiglieri regionali ed amministratori si sono sempre lanciati in campagne comunicative e di sensibilizzazione per salvare il lago. Nel 2010 si ricorda una delle tante manifestazioni, organizzata nei pressi del ristorante ex Aramacao (oggi per metà sommerso dall’acqua) con un sopralluogo della Regione Campania con il Consigliere Giuseppe Maisto ed il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli sul Lago d’ Averno: “ Il lago sta morendo e noi dobbiamo impedirlo, per cui è necessario ottenere – dichiaravano, e tra essi Giovanni Amirante, coordinatore del Sole che Ride nell’area flegrea – rapidi interventi dalle istituzioni locali e nazionali per riqualificarlo prima che sia troppo tardi”. L’ iniziativa fu promossa anche dai gruppi territoriali di Api e Verdi prevedendo anche una verifica della foce e la promozione di un appello di intellettuali per il lago, e oggi 2020 quel lungo filo di contatto con la politica ambientalista, è Fiorella Zabatta ex vicesindaco dell’amministrazione di Pozzuoli nonché componente nazionale del partito ambientalista.

Non risultano nelle cronache echi di mobilitazioni né di intellettuali, né evidenti interventi specifici di salvaguardia delle sponde, qualche ammodernamento, panchine, tabelle e pulizia è stata fatto ad onore del vero, ma non vi furono né azioni radicali a tutela del luogo ma soprattutto non vi è un sistema di manutenzione ordinaria del lago d’Averno. “In dieci anni ci sono stati interi tratti di lago scavati per installare un servizio di videosorveglianza mai allestito – come ci confermano alcuni esponenti del Consorzio degli esercenti ristoratori e agriturismo che vivono sul lago e che ci precisano – “ appena due anni fa ancora ci furono lunghi lavori di scavo per fare passare i cavi della fibra ottica ma di telecamere non se n’è mai vista nessuna, eppure l’imbrunire anche in estate rende alcuni tratti del lago bui e non sicuri specie per chi pratica corsa e passeggiate”.

Dopo anni di sensibilizzazione e propositi politici ed amministrativi non è stato fatto nulla, dicono gli abitanti del lago, che ricordano il 2017 come l’anno funesto per i lavori della rete fognaria che creò disagi enormi per mesi di inagibilità dell’unica strada, antichissima, non risolvendo il problema in modo esaustivo a carico degli esercenti che dovevano pagare di tasca propria l’espurgo delle acque nere.

Certo vi era il commissariamento, ne ricordiamo alcuni passi in una nota emessa dall’Osservatorio per la Tutela dell’Ambiente e della Salute, presieduto da Ciro Di Francia, in cui segnalava che “dopo due anni di totale assenza del Parco nel 2015 assunse una dura posizione, preannunciando una denuncia alla Procura della Corte dei Conti – e ancora “…Dopo qualche giorno la Giunta regionale nominò l’architetto Gennaro Carotenuto Commissario dell’Ente Parco Regionale dei Campi Flegrei, con funzioni di Presidente e legale rappresentante -si legge nella nota- e l’Osservatorio, che pur gli riconosce il merito di aver lavorato anzitutto per una sede dignitosa e per valorizzare le potenzialità del Parco, con concrete proposte e progetti, riscontra che ancora nel 2018 non erano state programmate azioni risolutive. Dopo quattro anni, nonostante alcuni significati risultati, non potendo realizzare l’auspicata svolta, l’architetto Carotenuto ha deciso di dimettersi. Una scelta comprensibile, ma molto grave conclude Di Francia”.

Ad ottobre 2019 con la delibera di Giunta n. 504 del 22 ottobre l’Ente Parco ha un nuovo Presidente nonché Commissario Straordinario con funzioni di guida esecutiva dell’Ente: l’arch. Francesco Maisto. Questo giornale ha già fatto richiesta di intervista dove gli chiederemo quali azioni abbia intrapreso da ottobre ad oggi per una programmazione di azioni di manutenzione del sito, anche perché dai documenti contabili si evince che i conti sono armonizzati e il Bilancio in attivo. Il lago d’Averno attende azioni mirate in tema di salvaguardia delle sponde, di interventi per la manutenzione ordinaria e straordinaria, di controllo acque da rifiuti organici ostruenti e da antropizzazione. Come pure di interventi di installazione di telecamere o di illuminazione intelligente.

Allo stato, passeggiare intorno al lago d’Averno non è possibile e non è sicuro, ma nessuno dell’Ente Parco si è affacciato a guardare se fosse tutto a posto.

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