venerdì, Maggio 27, 2022
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L’agguato a Capodanno per uccidere i figli maschi di Ciruzzo ‘o milionario

Valigette di armi dall’Olanda e addestramenti all’uso del bazooka per sterminare la famiglia del boss Paolo Di Lauro

Oltre alla droga, il superboss Raffaele Imperiale – l’uomo che aveva acquistato per cinque milioni di euro i due quadri di Van Gogh rubati agli inizi del Duemila nel museo di Amsterdam – riforniva gli Scissionisti anche di armi. Lo rivela, in uno dei suoi interrogatori, il pentito Biagio Esposito, ex affiliato prima dei Di Lauro e poi degli Spagnoli. Durante una riunione, spiega il collaboratore, Domenico Pagano, fratello del boss Cesare, “disse che ‘insieme al carico’ (di stupefacenti, ndR) avrebbe fatto aggiungere 15 valigette”, ovvero un’arma “9×21 accessoriata e personale”. Una pistola necessaria, in quei mesi infernali della faida, per attaccare e per difendersi. Qualche settimana dopo, Esposito ricevette “una valigetta con tutti gli accessori, ossia il mirino, il doppio caricatore”. Secondo il pentito, Imperiale – soprannominato ‘o parente – “le acquistava in Olanda, lì aveva i suoi contatti”.

Il pentito passa poi a raccontare un episodio inquietante. “Ricordo che Lucio Carriola andò con Lelluccio ‘o parente in Olanda per addestrarsi ad usare il bazooka”. Addestramento che “serviva per preparare un agguato nei confronti di tutti i maschi della famiglia Di Lauro nel capodanno del 2003, quando Paolo Di Lauro si riuniva con tutti i figli”. L’idea di questo agguato era stata di Raffaele Amato che, dice ancora Esposito, “parlava anche con Cesare Pagano, Arcangelo Abete e Gennaro Marino”, ovvero il direttivo degli Scissionisti. Conclude Esposito affermando che “l’agguato non fu mai tentato, ma la proposta fu rifatta dopo l’omicidio del mio patrigno, quello del padre di Gennaro Marino e quello di Gelsomina Verde”.

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