In alto il boss Raffaele Imperiale. In basso a sinistra Cesare Pagano, a destra Raffaele Amato

Il racconto del pentito Biagio Esposito: il contabile della cosca Amato-Pagano era nel covo di Melito insieme ai boss

Nel clan Amato-Pagano c’era un camorrista addetto solo al conteggio dei soldi guadagnati dal narcotraffico. A raccontarlo è il pentito Biagio Esposito, ex affiliato al clan Di Lauro prima e agli Scissionisti poi, nel corso dei suoi interrogatori ai pm antimafia di Napoli. Esposito parla dopo aver visionato un album fotografico predisposto dalle forze dell’ordine contenente le segnaletiche di “picciotti” delle cosche di Secondigliano.

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Soffermandosi, in particolare, su tale Gennaro D. C.. Di lui, il collaboratore parla così: “Dal 2007 il contabile del clan, Sasamen, il cognato di Elio Amato, se lo portò con lui sulla casa di Melito a contare i soldi provenienti dal narcotraffico ed era stipendiato solo per questo. Altri che contavano insieme a loro questi soldi erano anche Elio Amato in quanto in quantitativi di denaro erano enormi”.