mercoledì, Febbraio 1, 2023
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La vita quasi «normale» di Messina Denaro: al market prima dell’arresto

Il boss ripreso dalle immagini della videosorveglianza. Indagati i figli di Luppino

Il boss Matteo Messina Denaro portava avanti una vita quasi normale, come una persona qualunque. Dalle indagini è emerso che l’ex latitante viveva a Campobello di Mazzara da almeno 4 anni, facendosi chiamare «Francesco» e non «Andrea Bonafede» come nella clinica La Maddalena dove è stato fermato. Conduceva un’esistenza senza mai farsi notare, faceva la spesa e col carrello girava in uno dei supermercati della città, scegliendo alimenti e detersivi.

I carabinieri del Ros hanno acquisito le immagini di video-sorveglianza del negozio: un ulteriore riscontro che il capomafia arrestato lunedì vivesse nel covo di vicolo San Vito acquistato, per suo conto, da Andrea Bonafede, il geometra che gli aveva prestato l’identità. Nell’appartamento, infatti, è stato trovato, il giorno dopo il blitz, un sacchetto del supermercato. E sempre nel covo sarebbe spuntato uno scontrino del negozio di qualche giorno precedente all’arresto. Elementi ulteriormente confermati dalle immagini del sistema di sorveglianza da remoto dell’auto usata dal capomafia che hanno immortalato Messina Denaro mentre usciva con la spesa.

Le parole del dipendente del supermercato

«Ricordo di una sagoma con un cappello che era nei corridoi e faceva la spesa. Ma con lui non ho avuto contatti» dice uno dei sei dipendenti del punto ‘Coop’ di viale Risorgimento. Lunedì mattina i carabinieri hanno sequestrato l’intero hard-disk dove vengono registrare le immagini delle telecamere a circuito chiuso. Secondo quanto avrebbero accertato gli inquirenti, qualche giorno prima dell’arresto il boss sarebbe stato nel punto vendita per fare la spesa, acquistando poche cose. «Non siamo sicuri che il giorno in cui questo signore è entrato fosse sabato» ha detto il dipendente.

Le posizioni dei figli di Luppino

Intanto si allunga la lista dei fiancheggiatori sotto indagine. Nel registro degli indagati sono stati iscritti Vincenzo e Antonio Luppino, figli di Giovanni, l’incensurato che ha accompagnato il capomafia alla clinica Maddalena, dove entrambi, lunedì, sono stati arrestati. I carabinieri hanno perquisito le abitazioni dei due Luppino: nell’appartamento di Vincenzo è stata trovata una sorta di stanza nascosta che stata perquisita ed è risultata vuota. Nei giorni scorsi in un’area recintata di proprietà dei Luppino la polizia ha trovato la Giulietta utilizzata dal boss per i suoi spostamenti.

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