Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, fino ad alcune settimane favorevole al 'chiudere tutto', è tornato ad attaccare il Governo

La decisione è prevista per oggi, ad appena quattro giorni dalla decisione di dichiarare «gialla» la nostra regione 

Sarà deciso tutto nelle prossime ore; la Campania rischia di tornare in zona arancione, con un cambio che di solito avviene almeno entro un periodo di due settimane, e che nella nostra regione potrebbe verificarsi ad appena quattro giorni dall’entrata in vigore della zona gialla.  Una anomalia, che rischia di avere una ripercussione ulteriormente devastante per l’economia della Campania. Un vero e proprio «delitto» che si gioca anche sul piano politico.

Il governatore – fino a qualche mese uomo della chiusura totale – ha messo da parte il lanciafiamme, e non è per niente contento della possibilità delle nuove restrizioni, che potrebbero essere innescate dall’indice Rt, che in Campania balla intorno a 1. Contestualmente, Vincenzo De Luca, che da settimane ha ingaggiato una nuova campagna contro il Governo centrale, nelle scorse ore è tornato all’attacco dell’Esecutivo, dichiarando, relativamente ai dati del contagio: «Mi sono intossicato, sento che la Campania rischia la zona arancione».

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E poi: «Ho la sensazione che in altre parti d’Italia non adottino, diciamo, lo stesso rigore della Campania per valutare i positivi. Noi siamo primi rispetto ai due dati fondamentali, quelli che misurano l’occupazione delle terapie intensive e il numero dei morti per Covid. Tutti gli altri numeri possono essere plasmati». Non manca l’accusa relativamente alla scarna fornitura dei vaccini: «La Campania ha ricevuto 207mila vaccini in meno rispetto alla sua popolazione. Sono dei delinquenti perché tolgono il vaccino alla regione che ha la densità abitativa più alta d’Italia e di Europa. Non so quale espressione usare ma sono un muro di gomma e fanno finta di non sentire».

Parole dure che rischiano ulteriormente di compromettere i rapporti già tesi tra Palazzo Santa Lucia e Governo, e della cosa, politicamente, potrebbe continuare a fare le spese la nostra regione.

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