Il padrino della Nuova famiglia, Mario Fabbrocino (deceduto nel 2019), in una foto risalente agli anni Ottanta

La spedizione punitiva dei Fabbrocino dopo il pestaggio subìto a Ottaviano da un familiare del capoclan

L’affronto subìto dal familiare del boss Mario Fabbrocino (deceduto nel 2019), non poteva restare impunito, andava vendicato. E la reazione doveva essere eclatante. Fu per tale motivo che partì la spedizione punitiva: destinazione Ottaviano. Ma cosa era accaduto? A spiegarlo, intercettati, due affiliati al clan guidato per anni da ’o gravunaro. Stanno parlando delle nuove leve, dei gruppi criminali emergenti che imperversano sul territorio del Nolano, e a un certo punto rievocano un episodio accaduto anni prima. «A Ottaviano, sbagliarono a picchiare tutti quanti, scusa, tu non sei andato a picchiare soltanto quelli che dovevi picchiare. Tu hai picchiato anche ragazzi che non c’entravano niente, voi li avete riempiti di botte e li avete chiusi  nei secchi dell’immondizia a questi ragazzi», ricorda uno degli interlocutori.

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Si riferisce a quanto avvenuto a Ottaviano, comune a un tiro di schioppo da San Giuseppe Vesuviano. I due, intercettati nel luglio del 2007, «si stanno riferendo – è riportato in una informativa di polizia giudiziaria – a un episodio di alcuni anni fa, quando un familiare del boss Mario Fabbrocino, fu picchiato a Ottaviano da alcuni ragazzi che non lo avevano riconosciuto, e che lo avevano scambiato per un altro giovane. L’episodio fu vendicato da elementi vicini al clan Fabbrocino, i quali, nei giorni seguenti, picchiarono selvaggiamente tutti gli autori del pestaggio subìto» dal parente del boss. Stando al racconto intercettato, le vittime, dopo il pestaggio, finirono nei cassonetti dell’immondizia, per rendere ancora più eclatante la rappresaglia portata a termine.

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