Il pentito Vincenzo Polito racconta: sono stato il guardaspalle di Teresa Martone, la mamma di Enzuccio D’Alessandro

Il clan rivale voleva ammazzare la vedova D’Alessandro. La circostanza emerge dall’interrogatorio del collaboratore di giustizia Vincenzo Polito, che il 22 settembre 2010 racconta ai pm anticamorra che indagano sulla cosca di Castellammare di Stabia com’è che entrò in rapporti con il reggente dell’organizzazione.

“Con Enzuccio D’Alessandro ho parlato dell’omicidio di Carmine D’Antuono”, esordisce. “Mi ha spiegato che D’Antuono era stato ucciso perché aveva fatto parte del clan Imparato e aveva partecipato alla cosiddetta strage delle Terme, cioè all’agguato compiuto dagli Imparato per uccidere suo padre Michele D’Alessandro”. Polito aggiunge un particolare risalente a un anno prima. “Quando ho incontrato per la prima volta Enzuccio D’Alessandro in occasione della pasqua del 2009, Renato Cavaliere, che aveva il compito di proteggere la madre di Enzuccio, era stato arrestato”.

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Il defunto boss di Castellammare di Stabia, Michele D’Alessandro

Pertanto, aggiunge il collaboratore di giustizia, durante quell’incontro, D’Alessandro jr gli aveva affidato “il compito di proteggere la madre, incaricandomi di appostarmi fuori al vicolo con la pistola indosso”. Enzuccio D’Alessandro – è sempre il pentito a spiegare ai magistrati “mi ha anche raccomandato di nascondere alla madre il motivo della mia presenza nei pressi del supermercato”. E ancora: “La particolare protezione della madre era stata decisa da Enzuccio D’Alessandro dopo l’omicidio di D’Antuono”. Infatti, il figlio di quest’ultimo “aveva mandato ad Enzuccio una imbasciata con la quale gli aveva comunicato la sua volontà di uccidere per vendetta la madre”. Proposito poi non realizzatosi tant’è che Teresa Martone, la madre di D’Alessandro jr, ha continuato a vivere tranquillamente a Scanzano fino al momento dell’inchiesta in cui è rimasta coinvolta insieme all’imprenditore Adolfo Greco.