(Nelle foto Ciro Contini, Michele Minichini, Walter Mallo e Tommaso Schisa)

Nuove dirompenti accuse dal pentito Tommaso Schisa: «Sapeva che era legato a Pierino Esposito e dunque era contro i Sibillo. La sua idea era di attirarlo a Marigliano e ammazzarlo lì»

di Luigi Nicolosi

L’amicizia prima di tutto, anche degli affari di camorra e dei regolamenti di conti. È quello che deve aver pensato l’ex killer Tommaso Schisa, per anni uomo di punta del clan Minichini, quando a suo modo ha deciso di opporsi al piano di morte ordito dal giovane boss dell’Alleanza di Secondigliano, Ciro Contini. “’O nirone”, nipote dello storico capoclan Edoardo “’o romano”, all’epoca ancora a piede libero, aveva infatti deciso di tendere una trappola all’emergente capozona del Don Guanella, Walter Mallo, reo a suo dire di essersi alleato con gli Esposito del rione Sanità, in quel periodo impantanati in una guerra senza quartiere con i Sibillo dei Decumani, storicamente in asse proprio con il gruppo Contini.

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Sull’intricata vicenda Tommaso Schisa, oggi collaboratore di giustizia, ha reso una lunga deposizione agli inquirenti della Dda il 21 gennaio del 2020. Nel corso dell’interrogatorio l’ex sicario dei Minichini ha prima parlato del suo legame con Walter Mallo: «L’ho conosciuto nel carcere di Rebibbia nel 2012. Facemmo amicizia. All’epoca mi riferì che stava con gli Amato-Pagano, in particolare con Lello Amato “capaianca”. Mi confidò di voler creare un proprio gruppo criminale su Secondigliano con l’appoggio della famiglia Licciardi. Poiché i Lo russo di Miano gli avevano ucciso il padre e lo zio, quest’ultimo mai ritrovato, aveva in animo di vendicarsi e stringemmo un patto in base al quale io l’avrei aiutato nella sua vendetta e lui, in cambio, mi avrebbe aiutato a vendicare la morte di mio zio Giuseppe. Mantenemmo i rapporti anche una volta scarcerati».

A questo punto il pentito Schisa racconta l’evoluzione del loro rapporto e del clamoroso colpo di scena che sarebbe arrivato di lì a qualche tempo: «Nel 2016 venne nella mia abitazione di Marigliano in compagnia di omissis. Quanto successivamente Michele Minichini mi presentò Ciro Contini, all’epoca latitante, e iniziammo a parlare delle forze di cui disponevamo, io gli feci il nome di Walter Mallo, il quale ci poteva aiutare in qualche azione. Erano presenti anche Ciro Contini e mia madre Luisa De Stefano». “’O nirone” però non soltanto si mostrò contrario a quell’ipotesi, ma addirittura avrebbe deciso di alzare la posta in palio con un tranello: «Ciro Contini, udito il nome, mi disse che non avevo capito nulla in quanto Mallo stava con gli Esposito della Sanità e in particolare con Pierino Esposito, poi ammazzato, e dunque contro i Sibillo, per cui mi chiede di non interrompere la frequentazione con questo soggetto, ma di attirarlo a Marigliano per ammazzarlo. Io mi dichiarai d’accordo, tuttavia evitai di fare alcunché dato il mio legame di amicizia con Mallo»

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