sabato, Agosto 20, 2022
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La studentessa sequestrata per sbaglio dai camorristi

LA STORIA DELLA CAMORRA – Il mistero della 14enne rapita e liberata nel giro di poche ore

di Fabio Maresca

Uno dei mali maggiori della camorra è che molte volte sbaglia e a pagarne le conseguenze è la gente comune. Come il 15 gennaio del 1985 quando una ragazzina di soli 14 anni rimase vittima di un errore che probabilmente ricorderà per tutta la vita, anche se fortunatamente non ebbe conseguenze gravi.

Quel giorno la studentessa, che frequentava la quarta ginnasiale in un istituto di Pomigliano D’Arco (Napoli), fu sequestrata da quattro malviventi i quali cercavano una sua amica. Fu affiancata da un’autovettura, mentre camminava a Nola, fu stordita e spinta in una fiat 127. Dopo i primi attimi concitati del rapimento, la banda però realizzò di aver sbagliato persona e dopo alcuni chilometri si decise a rilasciarla, dopo circa un’ora. Le chiesero scusa: «Cercavamo lucia, figlia dell’avvocato Esposito». Le indagini, scattate subito dopo il sequestro della studentessa, accertarono però che non esisteva un avvocato con una figlia di nome Lucia.

Gli investigatori ipotizzarono che si fosse di un episodio collegato a una vendetta della camorra. Forse una vendetta «trasversale». Nel nolano, infatti, all’epoca si combattevano aspramente i due «clan» camorristi di Nuova camorra organizzata di Cutolo, e di «Nuova famiglia».

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