Rapinano imprenditore con spranghe e coltelli: denunciati 3 bengalesi a Sant'Antimo

Rita, la sorella del 15enne aggredito a Gragnano ieri pomeriggio e ricoverato in ospedale: sapevano che pratica la boxe e si sarebbe potuto difendere, ha una ferita all’altezza del polmone.

“Era solo e lo hanno preso alle spalle, perché sanno che lui pratica la boxe e avrebbe saputo difendersi. Lo hanno aggredito in sei e persino con un’arma”. A parlare è Rita I., sorella del 15enne accoltellato ieri pomeriggio a Gragnano (Napoli), da sei minorenni che volevano “punirlo” per una lite avuta in precedenza e che avrebbe avuto come obiettivo un amico della vittima, come riferito dalla stessa Rita. “Ci stanno raccontando che l’obiettivo era il suo migliore amico al quale sono arrivate anche minacce di morte nei confronti della fidanzata e del papà”. Minacce che sarebbero state fatte attraverso un’app sul telefonino che non lascia traccia e giunge anonima.

I responsabili dell’agguato sono stati individuati la scorsa notte e denunciati, mentre il 15enne si trova presso l’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. “Mio fratello ha subito una ferita seria all’altezza del polmone, che è stato sfiorato, e il coltello gli ha provocato un buco nella pleura dal quale esce aria. Soffre molto – dice Rita – ma soprattutto è molto scosso per quanto accaduto. Io non capisco che razza di persone sono quelli che lo hanno aggredito”.

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“Mio fratello si è sentito solo, impotente, circondato – continua Rita –. Sembra di raccontare una scena da film invece è questa la realtà di tutti i giorni, non è possibile che non si possa uscire di casa e dover temere di subire un’aggressione alle spalle da qualcuno con cui non hai nulla a che vedere”.

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