In alto: Raffaele Imperiale (sx) e il boss Raffaele Amato (dx). In basso, il pentito Carmine Cerrato (sx) e Mariano Riccio (dx, genero del boss Cesare Pagano)

Il pentito: il boss aveva a disposizione un gruppo formato da 40 persone che lavoravano tra Italia, Spagna e Sud America

A disposizione dei super-narcos Raffaele Imperiale (attualmente latitante, secondo riscontri investigativi si troverebbe negli Emirati Arabi Uniti) e Mario Cerrone (dopo il suo arresto, è passato a collaborare con la giustizia) c’era un gruppo formato da una quarantina di persone. La circostanza emerge dalle dichiarazioni rese dal pentito Carmine Cerrato (classe 1971, cognato del boss Cesare Pagano). «Il gruppo che dipendeva da Lello ’o parente e Marittiello (alias di Imperiale e Cerrone, ndr) – spiega Cerrato nel corso di un interrogatorio – era composto da 30-40 persone, dislocate tra Spagna, Brasile, Poggiomarino e Fuorigrotta. Queste gestivano gli affari di narcotraffico, e del gruppo facevano parte anche due soggetti di nome Vincenzo», che secondo il collaboratore di giustizia, sarebbero stati molto vicini ai vertici dell’organizzazione.

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per Raffaele Imperiale costa 150mila euro

Imperiale e Cerrone hanno voce in capitolo anche quando si tratta di sollecitare il clan Amato-Pagano, «accusato» di essere lento a smaltire la cocaina, fatta arrivare dai narcos sulla direttrice Colombia-Spagna. «Quando, come ho già detto – fa mettere a verbale Carmine Cerrato –, durante la faida, eravamo lenti a smaltire la cocaina, loro (Imperiale e Cerrone) ci sollecitavano, ricordandoci che zia Rosaria (Pagano, sorella del boss Cesarealias Paciotti) era più veloce, dicendo che avevano anche loro spese simili alle nostre cioè 400-430 mila euro al mese». Si deduce quindi che lo stipendio mensile medio, del singolo affiliato, alle dipendenze di Raffaele Imperiale e Mario Cerrone,  si attestasse sui 10mila euro. L’«azienda» guidata dai due narcos aveva, dunque, due «filiali» in Campania (nel quartiere napoletano di Fuorigrotta e a Poggiomarino) e altre due rispettivamente in Spagna e in Brasile.

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