L’avvocato Maurizio Lojacono a Stylo24: un nuovo stop a settembre di fronte a una emergenza sanitaria significherebbe il collasso totale.

Una situazione “drammatica” quella della giustizia a Napoli post lockdown. Così l’avvocato Maurizio Lojacono la definisce in considerazione di una serie di circostanze che spiega in una intervista concessa a Stylo24.

Qual è la situazione della giustizia a Napoli post lockdown?

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La situazione è drammatica. Ci troviamo formalmente con una ripresa a luglio, ma ogni occasione viene utilizzata per rinviare i procedimenti. Tenendo presente che dal 15 inizia in maniera informale la sospensione feriale, a oggi le udienze di fatto non vengono celebrate. Si sta verificando poi un’anomalia ancora piu’ grave. Ci sono una serie di magistrati che rinviano a mesi di distanza i processi, sospendendo la prescrizione. E questa è una condotta illegittima. Perché la sospensione non può avvenire per mera esigenza del Tribunale. Senza contare che quando si riaprirà effettivamente l’attività giudiziaria, verranno impugnate come illegittime tutte le dichiarazioni di sospensione della prescrizione avvenute durante il lockdown. Perché non c’è stata mai nessuna richiesta da parte di imputati o difensori di rinviare i processi in questo periodo. E’ lo Stato che ha dichiarato di non essere in grado di farli. Ma la prescrizione, in quanto tale, può essere sospesa come istituto generale solo quando c’è un’attività, diciamo così, dilatoria di richiesta e rinvio da parte dell’imputato. Ci sono lacune organizzative mostruose che nessuno è stato capace di risolvere. E gli imputati non possono restare in un limbo indefinito, vedendo sospesi tutti i diritti civili. Basti pensare che il primo fondamento del diritto di difesa è l’accesso alle prove contro l’imputato, ma, avendoci inibito l’accesso ai tribunali, ciò è diventato impossibile. L’amministrazione della giustizia a oggi è ferma.

L’avvocato Maurizio Lojacono

Secondo lei ci sono gli spazi per una possibile amnistia?

L’amnistia è una scelta politica. E oggi politicamente non ci sono queste volontà, perché si vuole perseguire a tutti i costi un atteggiamento che tende a privilegiare il potere punitivo contro tutto e tutti.

Quali possono essere le misure a favore di una ripresa dell’attività ordinaria?

Non credo ci sarà mai. Andremo di fronte al cosiddetto collo di bottiglia, aspettando che si ingolfi tutto e imploda il sistema. Siamo tutti consapevoli che da qui a novembre-dicembre ci saranno delle stasi non altrimenti risolvibili. Ma sembra che qualcuno dimentichi che a settembre potremmo ritrovarci di fronte a nuovi problemi dal punto di vista sanitario. E questo determinerebbe il collasso totale.

E’ convinto che in Italia si stia assistendo a una forma di ridimensionamento degli spazi degli avvocati?

Non possiamo andare a prendere un fascicolo, non possiamo visionarlo, avere le libertà ordinarie con gli atti processuali per predisporre determinate difese. Più che ridimensionati, quegli spazi sono sostanzialmente annullati.