martedì, Novembre 29, 2022
HomeInchieste e storia della camorraLa richiesta al «chimico» di migliorare la partita di cocaina scadente

La richiesta al «chimico» di migliorare la partita di cocaina scadente

La circostanza emerge dalle intercettazioni allegate agli atti dell’inchiesta sul clan di Poggiomarino

Una partita di cocaina praticamente da buttare, ma che la cosca avrebbe dovuto riutilizzare, modificandone la qualità, per immetterla sul mercato. E’ quanto emerge dall’inchiesta che alcune settimane fa, è scaturita in una operazione di polizia giudiziaria che ha scompaginato (con 26 arresti) il clan di Poggiomarino, che gli inquirenti ritengono capeggiato da Rosario Giugliano, detto ’o minorenne.

La conversazione è intercettata all’interno della vettura di uno degli indagati, Cristian Sorrentino, nipote di ’o minorenne, il 17 gennaio del 2017. Sorrentino parla con Carmine Vastola (anche lui indagato nell’ambito dell’inchiesta in oggetto, ndr). E a quest’ultimo rivolge la richiesta di poter recuperare una partita di stupefacente (nel caso,cocaina), migliorandone la qualità, altrimenti sarebbe stato impossibile rivenderla. «Vastola – è riportato nell’ordinanza a firma del gip del Tribunale di Napoli, Claudio Marcopido – non si occupava solo di smerciare lo stupefacente che gli passava Cristian Sorrentino, ma aveva alle sue dipendenze altri soggetti che rifornivano gli acquirenti».

C’è di più: «Vastola – argomentano gli inquirenti – era anche una persona di estrema fiducia di Sorrentino, si occupava di verificare la qualità dello stupefacente che smerciavano, anche intervenendo su di esso attraverso ulteriori modifiche chimiche. Era chiaro che Vastola si occupasse soprattutto della cocaina».

Una sorta di «chimico» del gruppo (secondo gli inquirenti), dunque, che stando a quanto gli chiede Sorrentino, avrebbe dovuto «lavorare una partita di bassa qualità, “polvere senza pietre”». Secondo quanto sostiene Sorrentino – emerge dalle intercettazioni – lo stupefacente in questione, in precedenza, sarebbe stato tagliato male. «E sai perché? Perché quello era sicuro che è stato toccato, quello era una “bomba”, quella forza che teneva era ancora di suo, hai capito che voglio dire, l’originale…», spiega Sorrentino a Vastola.

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