mercoledì, Febbraio 1, 2023
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La rabbia del camorrista: «Li devo sparare in faccia chiunque sia»

La «personalità allarmante» di Vincenzo Di Caterino coinvolto nell’indagine sulle famiglie Schiavone e Bidognetti

«Una personalità allarmante». Così gli inquirenti hanno definito Vincenzo Di Caterino, tra gli indagati nell’operazione che a novembre ha colpito le famiglie malavitose Schiavone e Bidognetti, appartenenti al clan dei Casalesi. A supportare questa tesi una serie di intercettazioni riportate nell’ordinanza emessa contro le organizzazioni. Ma chi è Vincenzo Di Caterino? Secondo l’a.g. è il proprietario di un’attività nel settore dell’autonoleggio e tratta macchine di lusso. Durante una conversazione con Giovanni Della Corte viene ascoltato, grazie a un captatore installato sul suo cellulare, mentre «riferisce dell’acquisto imminente – si legge nel provvedimento – di un’autovettura Lamborghini per l’importo di 50.000,00 euro».

La «personalità allarmante» però sarebbe stata dimostrata almeno in altre due occasioni. La prima riguarda una telefonata ascoltata dalle forze dell’ordine in cui Di Caterino racconta a una persona (non indagata) che qualcuno gli aveva riferito che l’interlocutore «intendeva appropriarsi della sua Ferrari ed in particolare afferma “a me lo hanno detto, me lo hanno detto e mo’ me lo devono far vedere però, mo’ me lo devono far vedere ci sto camminando io dentro… lo dico al telefono con due safari addosso… li devo sparare in faccia chiunque sia”».

Parole dure che facevano trasparire rabbia. In un’altra discussione ascoltata dalle forze dell’ordine, invece, Di Caterino fa «riferimento ad una persona che non intende restituirgli la macchina» e tiene a «a precisare che non esiterà ad usare le maniere forti (lo minaccerà con il kalashnikov e lo ucciderà se non provvederà alla restituzione)»

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