mercoledì, Dicembre 1, 2021
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La punizione per chi prova a comprare la droga con i soldi falsi

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Il pusher: gli togliamo le chiavi dal contatto della macchina e poi…

Mai provare a fregare gli spacciatori, cercando di rifilare dei soldi falsi per acquistare la droga. Se ne accorgono, perché sono avvezzi a maneggiare e controllare le banconote. Soprattutto se lavorano in una piazza – quella del Terzo Mondo durante il periodo della prima faida (2004-2005) – dove un singolo pusher può arrivare ad incassare in appena un paio d’ore, anche duemila euro. La conversazione relativa alla punizione che tocca ai falsari, viene intercettata dagli investigatori dell’Arma.  «Gli facciamo levare il vizio, non avere paura», dice uno spacciatore (al soldo dei Di Lauro) al suo compagno di turno.

Parlano di quanto avvenuto il giorno prima, della punizione a cui è stato sottoposto un cliente che aveva provato a pagare la dose di cocaina con 50 euro falsi. «Io prima mi vidi tutta la scena, stava Emanuele, che subito capì che i soldi non erano buoni, però fece finta che non se ne era accorto. Comunque, prima gli diede il resto, poi mentre gli stava dando il pezzo (la droga), lo prese a cazzotti in faccia che quello stava dentro la macchina. Io credevo che stava scherzando, Emanuele, poi continuava  a picchiarlo e allora mi avvicinai pure io», racconta il pusher al suo «collega».

«Lo presi per i capelli – continua lo spacciatore – ma lui si aggrappò allo sterzo e io, per prima cosa, levai le chiavi dal contatto. Non voleva uscire più dalla macchina, piangeva. Lo cacciammo fuori e lo riempimmo di pugni, paccheri (schiaffi) e alla fine lo prendemmo a calci in bocca, e ci prendemmo sia il resto che la sua 50 euro falsa». «La cosa bella è che D. (il capopiazza, ndr) avrebbe dovuto picchiarlo anche lui a quello, solo che rimase a guardarci da lontano».

Poi lo spacciatore passa a spiegare al suo compagno di turno (evidentemente meno esperto) come ci si comporta nell’eventualità in cui un cliente provi a pagare con soldi falsi. «Allora – sale in cattedra –, per prima cosa cerca sempre di chiamare a D., se non ci sta, chiama a chi fa il turno con te. Comunque, se quello che ti vuole fare (fregare, ndr) sta dentro la macchina, prenditi subito le chiavi, gliele sfili dal contatto. Poi, se pure si appende allo sterzo, fatti dare una mano e tiralo fuori dalla macchina e lo picchiate».

«Una volta stavo io e D. – racconta ancora il pusher –, uno ci voleva dare i soldi falsi, comunque, lui non voleva uscire dalla macchina, lo prendemmo a tre di noi, lo picchiammo e D. gli fece pure notare: “In questo rione stiamo pieni di pistole” (che potevano servire anche a rispondere ad agguati degli Scissionisti, ndr). Che gli combinammo, sai come tornò a casa, quello».

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