Gennaro 'Mckay' Marino e Arcangelo Abete

LA STORIA DELLA CAMORRA I primi obiettivi della faida, la linea di Mckay approvata dai boss Amato e Pagano

Poco prima che si iniziasse a mettere mano alle armi, innescando materialmente quella che sarebbe passata alle cronache di camorra, come la prima faida di Secondigliano e Scampia, gli Scissionisti studiano i potenziali obiettivi da colpire. All’inizio, i boss Raffaele Amato e Cesare Pagano – rendicontano i collaboratori di giustizia Luigi Secondo e Carmine Cerrato, le cui dichiarazioni sotto questo aspetto risultano del tutto coincidenti – erano propensi a uccidere i figli di Paolo Di Lauro.

Tra l’altro, il progetto originario di ’o Lello (Amato, ndr) era di sterminare i figli maschi di Di Lauro a colpi di bazooka, quando il padrino si fosse messo a tavola per il cenone di San Silvestro del 2003, insieme alla propria famiglia. Un altro collaboratore di giustizia, Biagio Esposito, invece, racconta del progetto di Gennaro Marino detto Genny Mckay, che dopo l’omicidio del padre Crescenzo (ucciso il 2 gennaio del 2005) «pensò di pilotare un elicottero telecomandato che poteva alzare un paio di chili di tritolo che avrebbero dovuto colpire la casa di Paolo Di Lauro». Il piano di Marino non si realizzò mai.

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Il progetto / L’agguato a Capodanno per
uccidere i figli maschi di Ciruzzo ‘o milionario

Ma tornando agli obiettivi da colpire, per dare il via allo scontro armato, l’idea di uccidere i figli di Di Lauro, e in particolare Cosimo, fu alla fine accantonata, e si decise di colpire Fulvio Montanino, personaggio dall’elevato spessore criminale e fedelissimo della cosca di Cupa dell’Arco. Il pentito Luigi Secondo, al riguardo dichiara «Arcangelo Abete e Gennaro Marino spingevano per l’eliminazione di Montanino, perché presumevano che uccidendolo, Paolo Di Lauro, allora in fuga, sarebbe tornato a guidare il clan, marginalizzando il figlio Cosimo, per ripristinare un clima di collaborazione non conflittuale».

Alla fine passò la proposta avanzata
da Gennaro Marino e Arcangelo Abete

La proposta di Abete e Marino passò. Relativamente all’organizzazione dell’omicidio di Montanino, Secondo riferisce pure, che «Abete e Marino, come si dice in gergo, volevano dare “la prova d’amore” a Raffaele Amato e Cesare Pagano (i quali non si fidavano tanto, soprattutto di Marino) e per questo motivo proposero l’omicidio di Fulvio Montanino e dissero pure di voler essere presenti all’esecuzione. Cesarino e ’o Lello acconsentirono perché era necessario iniziare la guerra».

L’inizio della guerra

La guerra iniziò: l’agguato mortale fu portato a termine nel pomeriggio del 28 ottobre 2004, nella zona di Cupa dell’Arco. A cadere sotto i colpi degli Scissionisti furono Fulvio Montanino e suo zio, Claudio Salierno.

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