Il boss latitante Pasquale Scotti
Il boss Pasquale Scotti arrestato ed estradato dal Brasile

LA STORIA DELLA CAMORRA – L’episodio emerge nei verbali del pentito Pasquale Scotti, ex capo degli assassini cutoliani

Che cosa accade quando in paese gira voce che tu sia un informatore dei nemici dei cutoliani, colpevole per di più della soffiata per l’omicidio di un affiliato alla banda di don Raffaele? A raccontarlo è Pasquale Scotti, ex primula rossa della Nco, oggi (discusso) collaboratore di giustizia.

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Scotti sta parlando ai pm antimafia di un agguato in cui perde la vita un uomo della Nco, avvenuto a Casoria. In un luogo non molto distante da quello in cui, in quel momento, si trova pure il fratello di Pasquale Scotti (incensurato e mai indagato per fatti di camorra). Il quale sfugge per miracolo all’arrivo dei killer nemici che lo hanno riconosciuto.

«Mio fratello non era affiliato ma si preoccupava per me», spiega Scotti. Dopo qualche giorno, proprio Scotti viene a sapere della identità della possibile «talpa» che avrebbe reso possibile l’agguato in piazza a Casoria. Così decide di muoversi.

Il giovane finisce nelle mani degli aguzzini

«I miei uomini, su mio ordine, lo hanno sequestrato e io l’ho interrogato in un appartamento di Cardito dove ero io e Mauro Marra (altro pezzo da novanta della camorra cutoliana, ndr), Sergio… mio capozona ad Arzano, poi rimasto ucciso in un conflitto a fuoco con la polizia… Sergio Bianchi, ora lo ricordo». Spiega il pentito che il ragazzo è terrorizzato. Letteralmente. Giura di non sapere nulla dell’omicidio. Tutt’attorno gli altri sono pronti a torturarlo.

«Questo ragazzo era fratello di un mio amico di gioventù. Non c’è stato bisogno di fargli violenza. Disse che non era stato lui a soffiare la posizione (della vittima, ndr) e non sapeva nulla, perciò l’ho liberato».

Dopo qualche tempo, dopo che Scotti sarà arrestato e inizierà a collaborare con la giustizia prima della fuga, il giovane lo denuncerà per il rapimento.

«Dopo il sequestro lui è stato tanto male che mi ha denunciato».

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