giovedì, Luglio 7, 2022
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La polizza per sposare la figlia del boss

Anna Carrino racconta un retroscena del clan dei Casalesi

Pensare al futuro è importante. Anche per un clan. Anche per la moglie di un boss del calibro di Francesco Bidognetti. Nell’ordinanza che ha colpito il clan dei Casalesi a fine aprile, c’è un verbale d’interrogatorio di Anna Carrino, ex moglie di «Cicciotto ‘e Mezzanotte», oggi collaboratrice di giustizia. La donna racconta di aver messo da parte ingenti quantitativi di soldi tramite delle polizze. «Avevo acceso una polizza vita già nel 1992-92» racconta.

«Altre polizze erano state intestate a Gianluca, Katia e Teresa (figli di Anna Carrino e di Francesco Bidognetti, ndr.) ed io pagavo il rateo annuale con i soldi che mi spettavano per lo stipendio che mi veniva fornito dal clan. «Tutte queste polizze – continua – venivano pagate da me con i soldi di cui ho detto. Quanto alla polizza che era intestata a me» è stata «monetizzata in anticipo prima che mi allontanassi da Casal di Principe, intorno al mese di settembre 2007. Mi fu liquidata la somma di 50mila euro mediante un assegno di pari importo che io ho versato su un libretto di deposito».

I soldi per il matrimonio della figlia di Bidognetti

La donna racconta di aver prelevato subito «10mila euro in contanti che divisi tra i miei tra figli: successivamente, tramite un uomo che aveva conoscenza con un funzionario della filiale ebbi quattro assegni circolari di 10mila euro ciascuno, che monetizzai girandoli a più persone». La donna racconta ancora però di aver affidato «40mila euro in contanti» a una persona di fiducia «dicendogli di custodirli per il matrimonio di Teresa». Una scelta dettata dalla decisione di allontanarsi da «casa e sapevo che non vi avrei fatto più ritorno per cui ero preoccupata di assicurare questi soldi per il futuro della mia figlia più piccola alla quale, del resto, non potevo consegnarli direttamente proprio perché minorenne».

È bene precisare però che nessuno delle persone nominate in questo pezzo è coinvolta in indagini ma abbiamo deciso di pubblicarle solo per raccontare uno spaccato della vita di tutti i giorni negli ambienti della malavita di Casal di Principe

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