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La pandemia mette a rischio il posto per 80mila lavoratori campani (foto di repertorio)

In Campania la crisi da lockdown è costata 35 miliardi di euro, in costiera sorrentina rischiano 10mila lavoratori

C’era una volta la città del turismo, con alberghi e b&b pieni, e il più classico del tutto esaurito. Con un indotto dal trend che era in crescita, anno dopo anno. Tutto accadeva meno di un anno fa, prima dell’avvento della pandemia. Ora la situazione è tragica: a Napoli, secondo una stima di Confcommercio, hanno chiuso già cinquemila imprese, con una perdita di introiti di 16 miliardi di euro (il totale campano è di 35 miliardi di perdite di fatturato). In Campania 35mila attività sono sull’orlo del baratro: 15mila lavorano nel comparto del commercio, 20mila in quello di turismo e wedding.

Se le imprese chiuderanno – si evince dal focus realizzato dal quotidiano Il Mattino – circa 100mila dipendenti resteranno senza occupazione. Intanto, per quanto riguarda gli alberghi, di prenotazioni a Pasqua, manco a parlarne: se tutto va bene, e non ci sarà un altro blocco, si prevede appena il 10% delle presenze previste a Napoli, rispetto a quelle che si registravano prima del Covid. Situazione tragica anche in penisola sorrentina, dove gli alberghi continuano ad essere chiusi, dopo la breve parentesi estiva: ci sono a rischio 10mila posti di lavoro, tra chi è occupato negli hotel e chi è impiegato nell’indotto del turismo.

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