A sinistra il boss Paolo Di Lauro, a destra Edoardo Contini

I racconti del pentito Salvatore Lo Russo: scoppiò una guerra dopo un omicidio, e cacciamo la Masseria Cardone dalla piazza di spaccio dell’ex birreria Peroni

Fu Ciruzzo ‘o milionario, al secolo Paolo Di Lauro, a mediare durante la guerra tra i Lo Russo e i Licciari. È il pentito Salvatore Lo Russo, storico esponente della malavita di Miano, a raccontarlo ai pm antimafia che lo interrogano, il 17 marzo del 2011, nel carcere milanese di Opera. Guerra che si scatenò dopo l’omicidio di tale Peppenella, ricorda il collaboratore. I Licciardi e i Lo Russo gestivano una piazza di spaccio a Miano, nella zona della ex Birreria Peroni, che divenne di proprietà dei soli Lo Russo dopo che i “ragazzi” (ovvero: “Raffaele Perfetto, Cenzore, mio genero Luigi, Totore Silvestri, Massimo Tipaldi e mio nipote Tonino”) ebbero cacciato i Licciardi. La pace, continua il collaboratore di giustizia, fu invece “discussa da mio cognato Bruno Taglialatela e da mio nipote Tonino che si incontrarono, in una delle case di Ciruzzo ‘o milionario, che fece da mediatore”. Per i Licciardi, “c’era presente Giovanni, figlio di Gennaro”. L’alleanza tra le due famiglie fu “poi ulteriormente ratificata quando mi incontrai con Edoardo Contini”.