sabato, Agosto 13, 2022
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La nuova sede della Regione è uno spreco di denaro pubblico

Il governatore preferisce spendere un miliardo di euro per spostare gli uffici in zona Ferrovia invece che riqualificare il centro direzionale

Il governatore Vincenzo De Luca ha deciso: il Centro direzionale di Napoli deve morire. Deve essere abbandonato completamente. Non si spiega altrimenti la decisione di spostare tutti gli uffici della Regione Campania in un nuovo edificio da 300 milioni di euro, in zona Garibaldi, all’interno di un progetto molto più ampio che costerà la bellezza di un miliardo di euro.

La volontà di spostare gli uffici è stata ufficializzata dallo stesso governatore nella diretta del venerdì pomeriggio. «Stiamo preparando un intervento a Napoli, in Piazza Garibaldi per accorpare tutti i servizi della Regione Campania in un unico complesso. Oggi la Regione paga 15 milioni di euro l’anno di affitti, abbiamo uffici dispersi in tutta la città di Napoli: l’obiettivo primo e funzionale è avere un unico luogo in cui il cittadino trovi tutti gli uffici regionali». Non si potrebbe pensare di spostare tutti gli uffici al Centro visto che c’è tantissimo spazio inutilizzato? Evidentemente no.

Poco importa però se questo comporterà la distruzione di una parte storica della città come quella della Ferrovia e il contemporaneo svuotamento del Centro Direzionale che già oggi è in grossa crisi e la maggior parte dei palazzi e dei negozi sono desolatamente vuoti.

Per De Luca il vantaggio principale sarebbe quello dei trasporti

«Lavoriamo per rendere raggiungibili gli edifici – ha detto De Luca – con i mezzi pubblici, quindi l’ideale è l’area delle Ferrovie di fronte all’Hotel Ramada. E’ all’uscita dell’autostrada da Sud e lì confluiscono ferrovie, metro, circumvesuviana e linee di trasporto su gomma. Lavoriamo per poter raggiungere tutti gli uffici della Regione senza prendere l’auto, con un progetto di valore ambientale per Napoli. Prevede un parco di 5000 metri quadrati a Napoli est e liberare dal traffico privato il centro della città, con una operazione di disinquinamento».

La colpa del Centro, per il governatore, sarebbe l’impossibilità di «avere lì una vera mobilità pubblica. L’area individuata consente invece di raggiungere gli uffici su ferro o gomma pubblica, e prevede anche l’ingresso dall’autostrada». Un’affermazione che risulta alquanto difforme alla realtà. Il Centro disegnato dall’archistar giapponese Kenzō Tange (pagato fior di quattrini) ha al suo interno la stazione di Napoli Centro Direzionale della Circumvesuviana, gestita dall’Ente Autonomo Volturno, il raccordo che lo collega direttamente con autostrada e tangenziale, ed è in corso di completamento la fermata Centro Direzionale della linea 1 della metropolitana. Praticamente c’è già tutto.

A questo punto però il governatore preferisce «cancellare» una struttura inaugurata appena 27 anni fa per spendere un miliardo per un nuovo assetto urbano che probabilmente vedrà la luce tra altri 30 anni. Non sembra una scelta molto logica.

E a chi gli obietta che così verrà completamente dimenticata la struttura dell’architetto giapponese il presidente della Regione Campania risponde: «Il Centro Direzionale va riqualificato e valorizzato, tuteliamo le attività economiche che ci sono ma lì c’è bisogno di altri interventi a cui credo penserà il Comune di Napoli nel ridisegno urbanistico della città». Come se Palazzo San Giacomo avesse la forza economica per sostenere una riqualificazione simile da solo. A noi sembra più un tentativo di lavarsene le mani e buttare altri soldi pubblici dalla finestra.

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