Un sequestro di cocaina

Il metodo per cercare di eludere i controlli, descritto da un collaboratore di giustizia

Bionda, bella donna, divorziata, residente nel quartiere Pianura di Napoli. E’ il ritratto che il collaboratore di giustizia Luigi Nappa disegna di tale Gianna (imparentata con l’ex narcos Mario Cerrone) e che – a metà degli anni 2000 – rifornisce di cocaina il gruppo egemone al Rione Traiano (zona occidentale del capoluogo partenopeo). Il profilo di Gianna emerge nel corso di uno dei primi interrogatori che vedono davanti al pm, il pentito Nappa. Ed ha una particolarità, perché Gianna usa nascondere la cocaina nel frigo, per cercare di eludere i controlli, nel caso in cui dovesse registrarsi un blitz delle forze dell’ordine.

Leggi anche / L’ambasciatore: il passaporto
per Raffaele Imperiale costa 150mila euro

«Mi viene chiesto di riferire quanto a mia conoscenza circa fatti di stupefacenti – dichiara Nappa – Rispondo che, preliminarmente, confermo quanto dichiarato in precedenza e in data 3 ottobre 2003, circa la vendita di droga a Carlo L. Ignoro il cognome della Gianna di cui parlo, so che la mamma abita al Rione Traiano, e vende anch’essa la cocaina». «Da Gianna – fa mettere a verbale il pentito – ho comprato droga più di una volta, sia per conto mio che per incarico di Ciro B. (ai vertici del gruppo del Rione Traiano, ndr). Detta droga è stata rivenduta, ricordo una volta che la stessa venne ceduta a casa di Ciro a Luciano I., si trattava di 100 grammi, acquistati ad 80.000 lire e veduti a Luciano a 100.000 lire al grammo. Si trattava di cocaina». «Gianna – racconta ancora il pentito – nascondeva la droga nel frigo di casa. Vendeva droga a San Gaetano e quando noi eravamo sprovvisti andavamo da lei a comprarla».

ad