lunedì, Gennaio 24, 2022
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«La mia Odissea tra Covid-19, tamponi e la quarantena mai cominciata»

I disservizi della Sanità che complicano la vita al cronista di Stylo24

di Fabrizio Geremicca

«Buongiorno dottore, ho la febbre e dovrei prenotare un tampone presso l’Asl». «Buongiorno, sono travolti dal lavoro. Se la metto in prenotazione si tratta di aspettare anche quindici giorni. Le suggerisco di farlo privatamente». Scorci di un dialogo tra il cronista ed il suo medico di base dell’Asl Napoli 1 che è analogo a migliaia di dialoghi che in questi giorni si svolgono tra sospetti positivi ed i dottori i quali dovrebbero aiutarli ad effettuare un test presso l’azienda sanitaria locale. Il sistema è completamente saltato e tocca mettere mano alla tasca, tra malumore e cattivi pensieri relativi al fatto che la Sanità assorbe l’ottanta per cento delle risorse della Regione Campania.

I costi esorbitanti di un tampone molecolare

Si paga, dunque – per un molecolare circa sessanta euro presso un centro di analisi privato – e se l’esito è positivo tocca poi pagare pure per i familiari. In media, per un nucleo di tre persone, se ne vanno 180 euro solo per capire chi sia stato contagiato e chi no. Arriva, poi, il messaggio della Regione «al link Sanità Soresa di Sinfonia c’è l’esito del tampone…» lo si consulta e, se si apprende di essere positivi, si attende che arrivi la comunicazione di quarantena. Invano, perché non giungerà mai. Ce ne si fa una ragione e, chiusi in casa, se i sintomi sono fastidiosi, per quanto non drammatici – febbre molto alta – un po’ si scruta il saturimetro acquistato in farmacia, un po’ ci si augura di ricevere almeno una chiamata dal medico che si informi dello stato di salute.

Il camice bianco un fantasma

Come, del resto, le famose Usca attivate all’inizio della pandemia, le quali avrebbero dovuto garantire il monitoraggio dei pazienti Covid a domicilio, evitando così anche gli accessi impropri agli ospedali. Il nulla. Scomparse. Non pervenute. Ci si rassegna, ci si consola pensando che sarebbe potuta andare peggio e spulciando l’agendina alla ricerca di quel medico amico, telefonicamente, possa almeno darti un consiglio a distanza. Nella speranza che passino presto i dieci giorni, quando si pagheranno anche i nuovi tamponi, quelli per interrompere la quarantena mai dichiarata dall’Asl.

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