Ora che la leader di FdI ha accettato il dibattito pubblico non sia proprio il governatore a tirarsi indietro

di Mauro Della Corte

Il governatore della Campania Vincenzo De Luca ha utilizzato, da sempre, una tattica conflittuale per confrontarsi con l’avversario politico di turno. Ha lanciato anatemi e sfide. Ha proposto confronti a due all’ex ministro dell’interno Salvini, con il titolare del dicastero degli Esteri Luigi Di Maio. Lo ha fatto con tutti i leader politici con cui entra necessariamente in conflitto visto che la sua strategia comunicativa è di polarizzare lo scontro inventando, anche quando non ce ne è bisogno, un nemico da abbattere e contro cui riversare la sua dialettica incendiaria.

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Nei giorni scorsi però ha proposto il confronto anche al presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Con questa proposta però «Vincenzino» corre più di un rischio. La Meloni ha già accettato lunedì scorso, nel corso della sua visita a Napoli, di sostenere questo dibattito con lui. Cosa che potrebbe spiazzare il governatore visto che per lui rappresenta una novità, i precedenti sfidanti hanno sempre fatto finta di non sentire le sue provocazioni, soprattutto Di Maio.

I rischi per il presidente De Luca

La Meloni però, nel caso che si tenga sul serio l’incontro, non esiterebbe a sbugiardare tutta la narrazione sanitariocentrica e delucacentrica di questi ultimi due anni, non ultimo il bluff sul contratto per il vaccino russo Sputnick, come rilevato da Stylo24. La leader di Fratelli d’Italia, oltre ad avere una dialettica che è particolarmente vivace, veloce e attraente dal punto di vista dell’uditorio, è sicuramente una delle pochissime personalità politiche che, oltre a porsi in opposizione al governo Draghi, ha mantenuto una linea di coerenza e di schiena dritta rispetto agli ultimi avvenimenti.

Il confronto sarebbe un’ottima occasione per chiarirsi un po’ le idee e assistere a un bello scontro politico. Il nostro giornale è pronto a offrire i propri spazi come «campo di battaglia». Non ci stupirebbe, però, se ora il governatore facesse orecchie da mercante e non desse seguito alle sue parole. Già nella diretta di oggi ha evitato accuratamente l’argomento ma ha parlato genericamente di «campagna di disinformazione incivile» non tirando in ballo la presidente di Fratelli d’Italia. A pensar male si fa peccato, però…

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