Una veduta aerea del Rione Scanzano, ritenuta la 'roccaforte' del clan D'Alessandro (foto di repertorio)

I retroscena dell’inchiesta Domino bis, il collaboratore di giustizia parla dei rapporti tra Imparato e D’Alessandro

I rapporti tra la fazione degli Imparato (detti i paglialoni) e il clan D’Alessandro erano «buoni, in quanto (i componenti di) entrambi i gruppi abitavano (originariamente) nella zona di Scanzano e sono cresciuti insieme». E’ quanto dichiara al pubblico ministero, il collaboratore di giustizia Antonio Vicedomini. Le dichiarazioni di Vicedomini sono allegate agli atti dell’inchiesta Domino bis, che due settimane fa ha portato all’arresto di 16 persone. «Man mano – continua il pentito – gli Imparato (e in particolare Giovanni, Nicola, ucciso nel 1993, Salvatoree Michele) si sono inseriti nel gruppo D’Alessandro».

Vicedomini rendiconta anche del periodo in cui fu reggente della cosca: «Quando presi il comando del gruppo, chiesi a Salvatore Imparato come dovevo comportarmi con i D’Alessandro, e Imparato mi disse che non dovevamo dare niente ai D’Alessandro perché erano amici. Quindi, nel periodo in cui ho avuto il comando del gruppo, nessuna somma di denaro è stata consegnata ai D’Alessandro, da parte della mia associazione».

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Il pentito spiega pure, che nel periodo della sua «gestione», i rapporti con gli scanzanesi (i D’Alessandro, appunto) si limitavano alla fornitura di sostanze stupefacenti. «In due occasioni, ho ricevuto da loro, in totale due chili di cocaina, mentre un’altra volta mi fu chiesto se volessi acquistare dieci chili di erba (marijuana, ndr) e io dissi che ero d’accordo».

Antonio Vicedomini tiene le redini del gruppo Imparato fino al gennaio del 2003, «in quel periodo, fui sostituito nel comando, da mio cognato Francesco Imparato». E quando gli viene chiesto delle persone che facevano parte della fazione, il collaboratore di giustizia risponde: «Quanto all’identità dei soggetti che, nel corso del tempo, hanno fatto parte della mia associazione, devo dire che avevo formato una lista dei nomi, che è nascosta dentro una inferriata, posta di fronte alla cucina della mia abitazione».

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