Il racconto risale agli anni dell’invasione longobarda nell’Italia Meridionale

di Anna Pavarese

Nel Golfo di Napoli, al confine tra Castellammare di Stabia e Torre Annunziata, si erge lo Scoglio di Rovigliano, noto anche come Petra Herculis, complice una leggenda che lo lega all’eroe greco Ercole, il quale, dopo aver effettuato la decima delle gloriose dodici fatiche, approdò in questo territorio e, dopo aver fondato le città di Ercolano e Stabiae, staccò la vetta dal Monte Faito, gettandola in mare, contribuendo a creare una nuova isola.

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Ma sullo scoglio, aleggia un’ulteriore leggenda che risale agli anni dell’invasione longobarda nell’Italia Meridionale. A capo dell’esercito Longobardo vi era il Conte Orso, uomo affabile e audace, padre del giovane Miroaldo, avuto con la sua bellissima e caritatevole moglie Donna Fulgida. Essi trovarono rifugio nel Castello situato sull’Isola di Rovigliano. A minacciare l’idillio familiare, fu l’avvistamento nel Golfo di quattro navi saracene che misero subito in guardia i soldati. Quest’ultimi, si preparano alla difesa, in seguito agli ordini diramati dal loro comandante.

Dopo una disperata resistenza, i longobardi furono massacrati e sconfitti. Il Conte Orso, ferito a morte, fu barbaramente impiccato dai nemici ed anche Donna Fulgida, che aveva tentato di difendere il marito, fu trafitta da un’asta saracena. Miroaldo, invece, fu condotto in schiavitù. La bellissima donna fu lasciata moribonda sugli scogli ed esalò l’ultimo respiro dopo varie ore di agonia. Leggenda narra che, ogni notte, il suo spirito vaghi attorno all’isola, cercando invano il figlio e l’amato sposo; la sua apparizione è accompagnata da una danza di gabbiani che le volano intorno.