La protesta di comitati e cittadini mentre i bar invadono strade e marciapiedi

di Ilaria Riccelli

Più battaglie, ancora nessun vincitore definitivo, si svolge sulle strade cittadine la cd. “guerra dei tavolini” dei bar che si allargano e invadono i marciapiedi e le strade della città. E’ stata questa l’iniziativa assunta dall’amministrazione del comune di Napoli, che immediatamente dopo la quarantena, aveva concesso ai gestori dei bar di Chiaia e Falcone di posizionare tavolini e sedie all’esterno, per consentire un maggiore distanziamento dei clienti ed evitare l’inevitabile crisi dell’utenza.

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Il comitato Chiaia Viva e vivibile ha però protestato, e per non vedere la zona “baretti” invasa come un salotto dalle poltroncine dei bar, mediante ricorso al TAR aveva evidenziato i vizi del provvedimento adottato dal Comune. Il Tar ha accolto il ricorso con sentenza 8 giugno, bloccando l’installazione, perché il provvedimento era stato adottato con la sola votazione della giunta e non del Consiglio. Il 22 giugno, però, l’amministrazione ha emanato una nuova disciplina sul punto, scatenando un nuovo contenzioso.

Le installazioni precedentemente rimosse dai vigili urbani non sono ritornate lungo le strade, tuttavia il comitato ha impugnato la legittimità del provvedimento nuovamente innanzi al TAR, individuando violazioni e deroghe al codice della strada, al regolamento dehors, al decreto legislativo del 2004 che prevedeva il permesso alla sovrintendenza per l’arredo urbano.