Le intercettazioni dell'amante rimasta fedele al ras in fuga

Le intercettazioni dell’«amichetta» di un ras di Fuorigrotta, che ha portato via la cassa del clan e si è nascosto in un albergo

Lui si chiama Mario I., e si è messo nei guai, perché investito del ruolo di «tesoriere» di un clan di Fuorigrotta, ha pensato (male) di appropriarsi della cassa dell’organizzazione criminale e rischia di essere ucciso. A rovinarlo – emerge da una serie di intercettazioni -, sono stati il vizio del gioco d’azzardo e la passione per le donne. Oltre a quella con la moglie – si evince da una informativa di polizia giudiziaria su una cosca dell’area flegrea e sul clan degli Scissionisti di Secondigliano – Mario, infatti, per un certo periodo ha intrecciato contemporaneamente tre relazioni sentimentali con delle «amichette». Alla fine, quando il furto (che si attesta sugli 800mila euro) è stato scoperto, l’affiliato ha dovuto darsi alla fuga, e gli è rimasta «fedele» soltanto l’ultima amante.

La giovane donna, quando viene a sapere della cosa (avvertita da suoi conoscenti) cerca in tutti i modi di rintracciare il suo amante, che ha lasciato la propria casa e si nasconde in un albergo. Viene intercettata dagli 007 dell’Antimafia, quando dopo numerosi tentativi andati a vuoto, riesce finalmente a parlare con il suo «uomo». «Madonna Mario cosa sta succedendo? Li davi a me questi soldi, almeno veramente tenevamo qualcosa da parte (ride, ndr). Ti devo uccidere. Cioè dico ne valeva la pena fare la tarantella (ride ancora, ndr)». L’affiliato in fuga dice alla donna come «tutta questa storia sembri un film». E lei risponde: «Certo, mi sembra un film. Non lo so, a volte mi chiedo se è il destino».

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