mercoledì, Febbraio 1, 2023
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La frana di Ischia fa esplodere la «guerra» tra procuratori

Galgano e Riello «litigano» sugli abbattimenti degli immobili abusivi

La frana a Casamicciola sta provocando tante polemiche e rimbalzi di responsabilità. Dal mancato allarme, alla mancata evacuazione, passando anche per gli abusi non demoliti. Un mare magnum di polemiche nel mentre la conta delle vittime è ormai arrivata a 8 e ancora ci sono quattro dispersi a oltre 4 giorni dalla tragedia. Sulla stampa, e segnatamente su Repubblica Napoli, si sta svolgendo una «guerra» non tanto silenziosa tra procuratori generali di Napoli sugli abbattimenti.

Ad aprire il fuoco di fila l’ex pg Vincenzo Galgano che ha accusato i suoi successori di aver smantellato l’ufficio (da lui preposto) per l’organizzazione dell’esecuzione delle sentenze di abbattimento. «Quando sono andato in pensione per limiti di età, chi mi è succeduto ha prontamente disattivato la struttura operativa da me creata ed organizzata. L’esecuzione delle condanne alla demolizione delle costruzioni abusive nella Corte d’Appello di Napoli è completamente cessata, i gravi effetti ed i consistenti danni alle popolazioni del distretto di Napoli non è più materia che riguardi la Magistratura competente» accusa Galgano.

La replica a Vincenzo Galgano

Parole che non sono piaciute ad Antonio Gialanella, Avvocato Generale della Repubblica di Napoli, e Luigi Riello, Procuratore Generale della Repubblica di Napoli. I due hanno scritto una missiva per smentire le parole dell’ex procuratore Galgano e per rivendicare quanto fatto. Hanno affermato che Galgano ha dato «informazioni non rispondenti alla realtà» in materia di demolizione degli immobili abusivi. Secondo Riello e Gialanella non risponde assolutamente al vero che i suoi successori «abbiano “disattivato la struttura operativa” che dallo stesso Galgano sarebbe stata creata al fine di dare esecuzione alle condanne definitive pronunziate nei confronti di costruttori abusivi, effetto delle quali condanne è la demolizione delle costruzioni illecite nel territorio del distretto della Corte di Appello di Napoli».

Così come sarebbe falso l’affermazione «secondo la quale “l’esecuzione delle condanne alla demolizione delle costruzioni abusive del distretto della Corte di Appello di Napoli è completamente cessata”». La struttura, ancora esistente, non sarebbe stata demolita bensì potenziata raddoppiandone i magistrati impiegati (4). Secondo Riello e Gialanella inoltre sarebbe stato garantito il coordinamento con tutte le Procure della Repubblica del distretto di Corte di appello anche attraverso la sottoscrizione di protocolli.

L’impegno della Procura Generale e dei Procuratori del distretto «ha prodotto ampi frutti: la sola Procura generale procede con circa 100 demolizioni all’anno, tutte di immobili di grande rilevanza, dal 2017; raddoppiato, dal 2018 ad oggi, il numero di demolizioni eseguito sull’isola di Ischia». La lentezza nelle demolizioni, quindi, è da ricercare in altri luoghi lontani dalla Corte d’Appello di Napoli. In primis nella politica «distratta» e nelle amministrazioni locali «che non esercitano i poteri propri di demolizione e non collaborano» attraverso lo stanziamento «dei necessari finanziamenti, con la magistratura, che da tali finanziamenti dipende».

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