Palazzo Farnese, sede del Comune di Castellammare di Stabia

L’Antimafia indaga per trovare riscontri alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Pasquale Rapicano

Adesso ad accendere i fari è stata l’Antimafia, dopo che si era mossa la magistratura contabile. Al centro della vicenda, una ditta di pulizie che, stando alle dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Pasquale Rapicano, sarebbe riconducibile al boss dei D’Alessandro, Sergio Mosca (consuocero del defunto padrino Michele D’Alessandro). Una ditta di pulizie che svolgeva servizio presso la sede del Comune di Castellammare di Stabia.

A febbraio del 2020, il pentito ha fatto mettere a verbale, che la ditta «che aveva l’appalto per le pulizie al Comune, era riconducibile a Sergio Mosca. Lo so, perché mia moglie figurava come dipendente. Da qualche mese, questa ditta non lavora più al Comune ma all’ospedale San Leonardo».

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Tutte dichiarazioni, che naturalmente vanno riscontrate. La società di cui parla Rapicano era finita già sotto la lente della Corte dei Conti, in seguito a una inchiesta scattata nel 2018. I magistrati contabili, dietro denuncia dell’ex segretaria generale di Palazzo Farnese, avevano rilevato che alla società fu concessa una proroga, e la stessa ditta fu liquidata per 66mila euro, con atti ritenuti non conformi. La notizia è stata riportata dal quotidiano Metropolis nell’articolo a firma di Tiziano Valle.

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