Oltre 20mila studenti hanno risposto a un sondaggio sulla dad, facendone emergere tutte le criticità, a cominciare dalla mancanza di socialità.

Verrà presentato domani, giovedì 13 maggio, alle ore 15, presso l’Università degli Studi Internazionali di Roma (Unint) il sondaggio sulla didattica a distanza a cui hanno risposto oltre 20mila studenti di 92 province e 1470 comuni d’Italia. Secondo quanto viene anticipato, ciò che è mancato più di tutto ai giovani è stata la socialità: il ridere con i compagni di scuola (89%) e la loro vicinanza fisica (68%). Essere da soli in casa davanti a un computer, è stato anche motivo di noia (57%), sebbene per qualcuno (40,1%) non sentire più i commenti dei compagni durante l’interrogazione, è stato di aiuto.

E nonostante il 45,2% trovi positivo non far percepire agli altri il proprio imbarazzo, nel 42,7% dei casi le motivazioni allo studio sono diminuite. E’ rimasta costante solo per il 37,4% ed è aumentata nel 20%. Come conseguenza di ciò, il rendimento è segnalato come peggiorato nel 18,6% dei casi, è rimasto inalterato per il 51,4% ed è migliorato per il 30% degli studenti.

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Da non sottovalutare, anche gli inconvenienti della tecnologia, con il 15,8% che segnala di non avere un computer adeguato per seguire le lezioni e il 32,2% che riferisce di avere problemi di connessione a casa e per questo ha saltato alcune lezioni. Tra gli aspetti positivi della didattica a distanza, il non doversi spostare per lunghi tratti per arrivare a scuola (80,9%) e l’avere più tempo a disposizione (69,2%).

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